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Novità per i Rider. Anche l’attesa si paga. La svolta del Tribunale di Torino sul tempo di lavoro

9 minuti fa
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La sentenza dell’8 settembre 2026 del Tribunale del lavoro di Torino introduce un principio rilevante , contenente una novità per i rider: se il rapporto di lavoro viene riconosciuto come subordinato, non deve essere retribuito soltanto il tempo effettivamente trascorso nelle consegne, ma anche il tempo in cui il rider rimane a disposizione della piattaforma durante gli slot   (fascia oraria di lavoro prenotata dal rider sulla piattaforma, durante la quale deve

rendersi disponibile per ricevere ed effettuare ordini) di lavoro prenotati. Nel caso esaminato, un rider di Foodinho-Glovo è stato riconosciuto come lavoratore subordinato a tempo pieno e indeterminato, con decorrenza dal 1° ottobre 2024 e inquadramento al 6° livello del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi.


Il punto centrale: conta anche l’attesa. Per calcolare la retribuzione, il Tribunale ha considerato il periodo compreso tra la prima e l’ultima consegna della giornata, includendo quindi le attese tra un ordine e l’altro. Sono stati esclusi soltanto i periodi di inattività pari o superiori a 60 minuti. Esempio: se un rider effettua una consegna alle 12.20 e la successiva alle 13.10, i 50 minuti trascorsi tra i due ordini rientrano, secondo il criterio applicato nella causa, nel tempo da considerare ai fini della retribuzione. Il principio è quindi che la prestazione lavorativa può avere valore anche quando il rider non sta materialmente pedalando, se durante quello stesso periodo è a disposizione della piattaforma. 


Attenzione🡪 Non significa che tutti i rider abbiano automaticamente una paga oraria. La sentenza non stabilisce una tariffa nazionale per tutti i rider. Il riconoscimento del tempo di attesa deriva dalla qualificazione del rapporto come subordinato e dall'applicazione, nel caso concreto, del CCNL Terziario. Di conseguenza, la retribuzione effettiva dipende da: inquadramento, contratto collettivo, orario di lavoro e altre componenti retributive. Nel caso esaminato è stata riconosciuta anche un'indennità per il maneggio del denaro contante ricevuto dai clienti.


Perché la subordinazione è decisiva. Il Tribunale ha valutato concretamente il funzionamento della piattaforma, considerando elementi come: la prenotazione degli slot lavorativi; il sistema del “punteggio di eccellenza”; la geolocalizzazione dell’attività; gli strumenti attraverso cui la piattaforma organizzava e controllava il lavoro.  Questi elementi sono stati valutati nel loro insieme per accertare l'esistenza della subordinazione.


La novità fondamentale è che, quando un rider viene riconosciuto come lavoratore subordinato, il tempo trascorso in attesa di nuovi ordini durante il periodo di lavoro può essere considerato tempo lavorativo retribuibile, e non semplicemente tempo “vuoto”. La sentenza, però, riguarda il caso concreto e non significa che ogni rider italiano abbia automaticamente diritto alla stessa modalità di calcolo della retribuzione.


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