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IL SINDACATO IN AZIONE
I casi risolti da Azione Sindacale Udine : le battaglie per i nostri iscritti. In questa sezione potrai trovare decine di casi risolti dalla nostra organizzazione sindacale e prendere coraggio per agire!


Audit aziendale e rischio disciplinare. Come deve difendersi il lavoratore prima ancora della contestazione
Sempre più spesso le aziende svolgono verifiche interne, audit aziendale, colloqui ispettivi o indagini di compliance prima di avviare formalmente un procedimento disciplinare contro il dipendente. Il problema è che molti lavoratori affrontano questi colloqui pensando di essere semplici “fonti informative”, senza comprendere che quanto dichiarano potrà essere utilizzato successivamente per contestare addebiti anche molto gravi, fino al licenziamento.
Ennio De Luca
7 giorni faTempo di lettura: 5 min


Quando partite IVA e collaborazioni, nascondono un rapporto di lavoro dipendente. Disveliamo, con Azione Sindacale, i diritti nascosti.
(Quando partite IVA e collaborazioni, nascondono un rapporto di lavoro dipendente.) Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’inserimento del lavoratore nell’organizzazione dell’impresa. La Cassazione considera significativo il fatto che il lavoratore svolga attività necessarie e continuative per il funzionamento dell’azienda, operando in coordinamento con gli altri dipendenti e secondo un’organizzazione già predisposta dal datore di lavoro.
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28 magTempo di lettura: 3 min


Mario, interpella Azione Sindacale: Cosa cambia, per Noi lavoratori dipendenti, l’introduzione del Salario Giusto?
In pratica, il Governo non ha introdotto un salario minimo uguale per tutti ( slario giusto) fissato per legge, ma ha scelto un’altra strada: prendere come riferimento i contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative (e, lo ribadiamo, non solo). Se lavori nel settore privato, il tuo stipendio non potrà essere inferiore al trattamento economico complessivo (TEC) previsto dal contratto collettivo “leader” del tuo settore,
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22 magTempo di lettura: 3 min


Il diritto del lavoratore a chiedere un cambiamento di mansione. Obbligo di risposta del datore e limiti della tutela
Giovanni ci pone una questione sempre più frequente nei rapporti di lavoro: il diritto del dipendente a chiedere un avanzamento o comunque una evoluzione professionale (cambiamento di mansione) all’interno dell’azienda e il dovere del datore di lavoro di fornire una risposta motivata. La problematica trova oggi una disciplina specifica nell’art. 10 del d.lgs. n. 104/2022, attuativo della direttiva UE 2019/1152 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili. La norm
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19 magTempo di lettura: 4 min


La sostituzione di lavoratori assenti e il diritto all’inquadramento superiore: limiti, tutele e orientamenti giurisprudenziali
La disciplina dello svolgimento di mansioni superiori in caso di sostituzione di lavoratori assenti e le condizioni alle quali può maturare il diritto al definitivo riconoscimento dell’inquadramento superiore. Il punto di partenza è rappresentato dall’art. 2103 c.c., così come riformato dal d.lgs. n. 81/2015 (c.d. Jobs Act). Nel caso di assegnazione a mansioni superiori, il legislatore prevede due conseguenze distinte:
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11 magTempo di lettura: 3 min


Azione Sindacale risponde: Ho diritto al risarcimento del danno se il luogo in cui lavoro è stressante?
Ho diritto al risarcimento del danno se il luogo in cui lavoro è stressante?
Premessa. Il punto di partenza imprescindibile è rappresentato dall’art. 2087 del codice civile, disposizione di chiusura del sistema prevenzionistico, che impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore. Tale norma, di natura elastica e integrativa, non si limita a richiamare obblighi specificamente previsti da a
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27 aprTempo di lettura: 4 min


Mobbing, straining e responsabilità datoriale. Cosa deve provare davvero il lavoratore. Rispondiamo a Samanta
la nozione di mobbing è di elaborazione giurisprudenziale e si configura solo quando ricorrono tutti i seguenti elementi: una pluralità di comportamenti ostili (anche leciti se isolati); la loro sistematicità e durata nel tempo (sei mesi sono diventati un must); un evento dannoso (di norma alla salute psicofisica); il nesso causale tra condotte e danno e, soprattutto, un intento persecutorio unitario (elemento soggettivo). La Corte di Cassazione ha ribadito più volte che l’e
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17 aprTempo di lettura: 3 min


Permessi L.104 e ricovero in RSA. Quando si perde e quando si mantiene il diritto alla fruizione Rispondiamo a Stefano
Cosa accade ai permessi l. 104 quando il familiare con disabilità viene trasferito in una casa di riposo o in una RSA? Proviamo a chiarire il quadro normativo e applicativo. La regola generale. Il punto di partenza è l’art. 33 della Legge 5 febbraio 1992 n. 104, che disciplina i permessi retribuiti per l’assistenza a familiari con handicap grave. La norma, come interpretata dall’INPS, stabilisce che i tre giorni di permesso mensile non spettano quando la persona assistita è
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8 aprTempo di lettura: 2 min


Infortunio sul lavoro? Ecco perché, caro Alberto, oggi è l’azienda a dover provare di non aver sbagliato
Rispondiamo ad Alberto, che ci ha scritto una lunga lettera chiedendoci di approfondire il tema oggetto di questa breve riflessione. La questione della ripartizione dell’onere della prova, nei casi di infortunio sul lavoro, ha visto negli anni un’importante evoluzione giurisprudenziale.
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3 genTempo di lettura: 4 min


Licenziamento illegittimo. Il patto di prova è nullo se il contratto non specifica le mansioni oggetto di valutazione
Il patto di prova rappresenta uno strumento centrale nella fase genetica del rapporto di lavoro subordinato: consente al datore di verificare le capacità professionali del lavoratore e, specularmente, a quest’ultimo di valutare la rispondenza delle mansioni alle proprie aspettative. Tuttavia, proprio perché incide su un diritto fondamentale quale la stabilità del rapporto, il legislatore e la giurisprudenza ne hanno da tempo circoscritto rigorosamente i presupposti. Licenziam
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3 genTempo di lettura: 6 min


Legittimità degli accordi ex art. 4 L. 300/1970 in imprese fino a 15 dipendenti e validità delle RSA costituite convenzionalmente.
Viene richiesto di esprimere un parere pro veritate circa la possibilità, per imprese non agricole che occupano fino a 15 dipendenti, di stipulare accordi in materia di installazione di impianti di controllo a distanza ai sensi dell’art. 4 L. 300/1970 con rappresentanze sindacali aziendali (RSA)
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29 dic 2025Tempo di lettura: 5 min


Per il sindacato sapere quanti lavoratori compongono l’organico aziendale o l’unità produttiva è un dato importante
Determinare con precisione il numero dei lavoratori presenti in azienda (organico complessivo) o nell’unità produttiva (in ogni momento) non è soltanto un adempimento legale: rappresenta un vero e proprio fattore strategico di gestione aziendale. Molti obblighi, tutele, incentivi e margini di flessibilità previsti dall’ordinamento dipendono infatti dalla dimensione occupazionale dell’impresa.
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23 dic 2025Tempo di lettura: 10 min


L’indennità di disponibilità ha natura retributiva e va sempre corrisposta. Lo spiega bene il Consiglio di Stato
Caro Filippo, la questione che poni sull’indennità di disponibilità è di grande interesse pratico e sistematico, soprattutto alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato n. 7853 del 7 ottobre 2025. Proviamo a offrirti una riflessione tecnica, ma chiara, utile a comprendere la portata dell’arresto giurisprudenziale.
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28 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


Novità sui controlli aziendali. L’importanza di una policy chiara e precisa. Risposta di Azione Sindacale a Elisa
Cara Elisa, rispondiamo al tuo quesito sui controlli aziendali effettuati dal datore di lavoro, sui dispositivi aziendali, alla luce della più recente giurisprudenza. La Corte di Cassazione, sentenza n. 28365 del 27 ottobre 2025, ha chiarito che il datore di lavoro può svolgere controlli retroattivi sulle attività svolte dal dipendente tramite il pc aziendale solo se: l’azienda ha previamente fornito al lavoratore una policy informatica chiara, dettagliata e trasparente;
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28 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Congedo biennale straordinario e Naspi. Fate bene i conti. La risposta di Azione Sindacale a Davide
La domanda di Davide: «Sto per terminare il congedo straordinario retribuito di due anni come caregiver per assistere un familiare con handicap grave ai sensi della legge 104.Vorrei sapere se i due anni di congedo straordinario saranno conteggiati nel calcolo della Naspi, sia ai fini della durata della prestazione sia ai fini dell’importo. In particolare: la retribuzione percepita durante il congedo incide sulla media retributiva utilizzata dall’INPS per determinare l’indenni
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28 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Calcolo della Naspi e congedo straordinario. Attenzione, quei due anni non contano
Ci scrive Annarita: “Ho terminato i due anni di congedo straordinario retribuito per assistere mia madre con disabilità grave. Ora che il rapporto di lavoro è terminato, vorrei sapere: la retribuzione di quel periodo viene considerata per il calcolo della Naspi?”
Fabio Rizzi
14 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Se il licenziamento è motivato da una negligenza episodica, l’esito giudiziario è quasi scontato: Reintegra del lavoratore
Differenza tra reintegra e indennizzo. Reintegra del lavoratore(art. 18, comma 4, Stat. Lav.) → scatta quando la condotta rientra tra quelle punibili con sanzione conservativa. Il lavoratore riottiene il posto e gli arretrati. Tutela indennitaria (art. 18, comma 5) → si applica quando il licenziamento è illegittimo per altri motivi (vizi formali), ma non è prevista la reintegra.
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14 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


Restare al lavoro conviene? Ecco come funziona il bonus Giorgetti per chi rinuncia alla pensione anticipata”
Proseguire l’attività lavorativa consente di beneficiare del bonus Giorgetti, un incentivo economico introdotto per premiare chi sceglie di restare al lavoro pur potendo già andare in pensione. In concreto, chi continua a lavorare: ** Riceverà in busta paga l’intera quota dei
contributi previdenziali a suo carico, pari al 9,19% dello stipendio lordo (8,89% se lavora nella Pubblica Amministrazione). Questa somma, che normalmente verrebbe versata all’INPS, viene riconos
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11 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


Richiesta di una lavoratrice fragile. L’arroganza aziendale, la tutela della salute e le condizioni lavorative inadeguate
Valutazione giuridica delle condotte datoriali in relazione a una lavoratrice con problematiche di salute e condizioni lavorative inadeguate / ambientali degradate
La lavoratrice, ………………, riferisce di aver inoltrato al proprio datore di lavoro richieste motivate di: riallocazione in un ufficio più vicino al proprio domicilio; segnalazione di problematiche ambientali relative all’attuale sede di lavoro; necessità legate al proprio stato di salute (grave e accertato) che richi
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27 ott 2025Tempo di lettura: 5 min


La Naspi e le dimissioni formalizzate durante il periodo di prova. Perderò la naspi?
Maria ci pone una domanda molto importante e delicata: Ci scrive: Sono stata assunta da una agenzia interinale di Udine con un contratto a termine di un mese. Nel periodo di prova (3 giorni), l'ultimo giorno ho deciso di rassegnare la dimissione. Premetto che percepivo la Naspi. Vi chiedo: Dovevo formalizzare le dimissioni con la procedura telematica? Perderò la Naspi?
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24 set 2025Tempo di lettura: 2 min
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