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Trasferimenti e Distacchi


Manuale Operativo sintetizzato per i Rimborsi di trasferta 2025 alla luce della circolare Assonime 26/2025
La legge di Bilancio 2025 ha previsto che quando il datore di lavoro opera rimborsi di trasferta al dipendente le spese di vitto, alloggio, viaggio o trasporto sostenute durante trasferte o missioni utilizzando taxi, NCC o altri autoservizi pubblici non di linea, questi rimborsi non vengono tassati ai fini IRPEF se le spese sono state effettuate e con un metodo tracciabile, cioè: bonifico bancario o postale, carta di credito, debito o prepagata, altri sistemi elettronici pre
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21 ore faTempo di lettura: 3 min


Trasferimento del lavoratore e risarcimento delle spese per l’uso del mezzo privato. Onere probatorio. Novità
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 18903 del 10 luglio 2025, ha affermato un principio di rilievo sistemico in materia di trasferimento del lavoratore e di riparto dell’onere probatorio in caso di domanda risarcitoria per i maggiori oneri connessi al tragitto casa–lavoro. La Suprema Corte ha infatti stabilito che, qualora il dipendente
alleghi che il trasferimento disposto dal datore abbia reso oggettivamente più gravoso il percorso verso la nuova sede, al punto
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29 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Trasferimento illegittimo e mancata retribuzione. La Corte di Cassazione rafforza la tutela del lavoratore inadempiente”
Con l’ordinanza n. 21965 del 30 luglio 2025, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha emesso un importante arresto in tema di eccezione di inadempimento (art. 1460 c.c.) in ambito di rapporto di lavoro subordinato. Il fatto di causa riguarda una lavoratrice inquadrata ad un certo livello contrattuale, collocata in cassa integrazione, che, al termine di tale periodo, viene trasferita in un’altra sede (e non nella precedente) e assegnata a mansioni inferiori al suo livell
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23 dic 2025Tempo di lettura: 6 min


Occhio a rifiutare trasferimento. Ecco quando il provvedimento è legittimo per la Cassazione (ordinanza n. 29341/2025)
La Corte di Cassazione — con l’ordinanza n. 29341 del 6 novembre 2025 — ha confermato la legittimità del licenziamento intimato per assenza ingiustificata quando il lavoratore non aderisce a un trasferimento aziendale conseguente alla reale chiusura della sede originaria e non produce prove documentali idonee a dimostrare ragioni ostative concrete al trasferimento. In tale pronuncia il Collegio richiama e applica i principi relativi all’onere probatorio e alla valutazione del
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6 dic 2025Tempo di lettura: 4 min


(Pt.2) Se arriva una lettera di trasferimento del lavoratore.
I lavoratori che assistono un familiare disabile in situazione di gravità, che può essere il coniuge, un parente o affine entro il secondo grado, o entro il terzo grado in particolari circostanze (comma 5). Anche in tal caso, il trasferimento del lavoratore è ammesso solo con il consenso del lavoratore. La giurisprudenza ha tuttavia precisato che, qualora la disabilità del familiare non integri la condizione di gravità, il trasferimento del lavoratore resta comunque vietato,
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28 nov 2025Tempo di lettura: 5 min


(Pt.1)Se arriva una lettera di trasferimento del lavoratore.
La nozione consolidata identifica il trasferimento del lavoratore come l’assegnazione definitiva del lavoratore ad un’unità produttiva diversa rispetto a quella originaria o successivamente acquisita, distinguendosi quindi dalla trasferta, che invece comporta uno spostamento temporaneo. Tale interpretazione è costante in giurisprudenza.
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28 nov 2025Tempo di lettura: 9 min


Trasferimento d’azienda e TFR: chi paga in caso di fallimento del cedente? La risposta non è scontata.
Ai sensi dell’art. 2112 c.c., il trasferimento d’azienda (o di un suo ramo autonomo) non comporta l’estinzione del rapporto di lavoro, che prosegue automaticamente con il cessionario, il quale subentra nella posizione datoriale del cedente. Si tratta di un'ipotesi di successione legale nel rapporto di lavoro.
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18 set 2025Tempo di lettura: 3 min


Trasferimento d’azienda e rifiuto del lavoratore: evoluzione o rottura con l’orientamento consolidato?
L'elemento di "svolta" - in controtendenza rispetto alla prassi consolidata - consiste nell'interpretazione, da parte del giudice ravennate, dell'art. 2112 c.c. alla luce delle direttive comunitarie (77/187/CEE, 98/50/CE e 2001/23/CE) e della relativa giurisprudenza. Il Tribunale romagnolo ha ritenuto, infatti, che la norma nazionale, in quanto attuativa del diritto dell'Unione, debba essere letta in modo conforme ai principi euro unitari che pongono al centro la volontà del
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12 ago 2025Tempo di lettura: 6 min


Il trasferimento del lavoratore. Quando il provvedimento può dirsi legittimo. Le giuste motivazioni
Normalmente, la prestazione di lavoro deve essere eseguita nel luogo stabilito dalle parti all’interno del contratto individuale. Ciononostante, nell’esercizio del c.d. ius variandi, il datore di lavoro ha la facoltà di modificare unilateralmente il luogo di svolgimento della prestazione e trasferire il lavoratore presso una diversa sede. Il limite per l’esercizio di tale potere è stabilito dall’art. 2103,
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1 lug 2025Tempo di lettura: 8 min


Il trasferimento del lavoratore. Regole, motivi e diritti di chi subisce il provvedimento
Può il datore di lavoro obbligarmi a spostarmi?
Quali sono le condizioni che lo permettono?
Ho diritto a un preavviso o a un compenso economico?
E se la nuova sede è molto lontana?
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27 giu 2025Tempo di lettura: 8 min
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