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Occorre l’accordo sindacale o l’autorizzazione dell’ispettorato per monitorare lo stile di guida dei veicoli aziendali dei dipendenti
La raccolta e l’analisi di dati relativi all’utilizzo dei veicoli aziendali dei dipendenti costituisce, a tutti gli effetti, una forma di controllo sull’attività lavorativa. Tale controllo, se non correttamente regolato, rischia di incidere in modo significativo sulla sfera personale del dipendente, soprattutto quando l’auto aziendale è concessa anche per finalità private.
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2 giorni faTempo di lettura: 3 min


Videosorveglianza pubblica e controllo dei lavoratori alla luce della recente giurisprudenza del Garante della Privacy
L’articolo 4 della legge n. 300/1970 (Statuto dei lavoratori), che disciplina l’uso di impianti audiovisivi e di altri strumenti dai quali possa derivare un controllo dei lavoratori a distanza, consentendone l’installazione solo per specifiche finalità organizzative, produttive o di sicurezza e a condizione che vi sia un accordo sindacale o, in mancanza, l’autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. L’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori, che vieta al datore d
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7 giorni faTempo di lettura: 4 min


Arrivano delle precisazioni dalla Corte di Cassazione sul controllo della prestazione dei lavoratori.
Il fondamento normativo del potere di controllo. Il potere datoriale di controllo della prestazione dei lavoratori trova il proprio fondamento negli artt. 2086 e 2104 c.c., che attribuiscono all’imprenditore la responsabilità dell’organizzazione dell’impresa e impongono al lavoratore il dovere di diligenza nell’esecuzione della prestazione. Tali disposizioni legittimano il datore di lavoro a verificare, direttamente o tramite la struttura gerarchica aziendale, il corretto ade
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12 febTempo di lettura: 6 min


Accesso ai conti bancari e tutela del contribuente, Controllo pubblico, riservatezza finanziaria e rischi connessi
Nel dibattito pubblico si è affermata l’idea secondo cui le autorità fiscali, gli enti locali e persino i creditori privati sarebbero in grado di effettuare l'accesso ai conti bancari dei cittadini, conoscendone in modo diretto saldo e movimentazioni. Si tratta di una rappresentazione che non trova un reale fondamento giuridico e che rischia di alterare la percezione del delicato equilibrio che l’ordinamento costruisce tra poteri di controllo, tutela del credito e diritto all
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10 febTempo di lettura: 6 min


Algoritmi sotto controllo (la persona algoritmica). Proteggere i diritti fondamentali della persona nell’era dell’IA”.
Accanto alla figura tradizionale della persona e del cittadino, la rivoluzione digitale ha fatto emergere una nuova realtà: la “persona algoritmica”. Si tratta dell’individuo così come appare ai sistemi informatici: attraverso dati, comportamenti online, statistiche e punteggi. Questa dimensione non sostituisce formalmente la cittadinanza, ma la condiziona. Due persone uguali davanti alla legge possono essere trattate in modo molto diverso perché hanno profili algoritmici dif
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9 febTempo di lettura: 6 min


Chat aziendali e i gruppi di WhatsApp. La differenza è sostanziale nel caso di controlli da parte datoriale
La Cassazione ha fornito due motivazioni principali, entrambe importanti per comprendere i limiti del controllo del datore di lavoro. La prima riguarda la qualificazione delle chat aziendali come strumento di lavoro: poiché queste piattaforme sono funzionali alla prestazione lavorativa e fornite dall'azienda per svolgere mansioni professionali, i dati e le informazioni raccolte attraverso di esse possono essere utilizzate "a tutti i fini", compresi quelli disciplinari.
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7 febTempo di lettura: 3 min


Controlli informatici sul PC aziendale e licenziamento disciplinare alla luce della sentenza Cass. n. 28365/2025
Il tema dei controlli informatici SUL PC AZIENDALE in uso ai lavoratori dipendenti investe profili delicati in cui si intrecciano il potere di direzione e controllo del datore di lavoro (art. 2104 e 2086 c.c.) lo Statuto dei Lavoratori (art. 4 L. 300/1970) il diritto alla riservatezza personale e alla protezione dei dati personali (art. 8 CEDU; Il Regolamento UE 2016/679 - GDPR; d.lgs. 196/2003 come richiamato dal GDPR) e, infine, **i doveri contrattuali del lavoratore (dilig
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31 genTempo di lettura: 4 min


Registrazioni tra soggetti presenti: prova o violazione?
l’orientamento della Corte di Cassazione definisce un equilibrio pragmatico tra diritti costituzionali e tutela dei dati personali, con i seguenti cardini: la registrazione tra soggetti presenti, di una conversazione alla quale si partecipa non è intercettazione e può essere considerata prova documentale; la sua ammissibilità giudiziale è subordinata al bilanciamento tra diritto di difesa e riservatezza; una registrazione può essere lecita e utilizzabile in giudizio se pertin
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30 genTempo di lettura: 4 min


Quando la registrazione diventa reato.
La diffusione come vero discrimine ( la registrazione diventa reato). Il passaggio decisivo è la diffusione del contenuto registrato. Anche una registrazione inizialmente lecita può diventare penalmente rilevante se viene comunicata a soggetti estranei alla conversazione, pubblicata sui social network o comunque utilizzata al di fuori di un contesto giustificato. Su questo punto è particolarmente significativa la sentenza della Corte di cassazione, Sezione V penale, n. 2112 d
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29 genTempo di lettura: 7 min


Segnalazione con e-mail aziendale: è sicura o può danneggiarti?
il Garante interviene su due fronti: Le procedure di segnalazione con e-mail aziendale interna, cioè quelle adottate dalle singole amministrazioni o aziende. Le regole per le segnalazioni esterne, gestite direttamente da Anac. Il punto più rilevante riguarda l’uso della posta elettronica come canale di whistleblowing. Secondo il Garante, le e-mail – pur essendo uno strumento diffuso e semplice – non garantiscono di per sé il livello di riservatezza e sicurezza richiesto dalla
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27 genTempo di lettura: 3 min


E-mail aziendale dopo la cessazione o sospensione del rapporto. Le regole da seguire e i diritti da garantire
Sappiate che le più recenti indicazioni del Garante per la Privacy (provvedimento del 25 giugno 2025, pubblicato il 15 ottobre) hanno fissato con precisione come le aziende devono gestire la casella e-mail aziendale nominativa di un dipendente quando il rapporto di lavoro termina
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20 genTempo di lettura: 3 min


Gianbruno chiede: Il datore di lavoro mi controlla costantemente. Sono imbarazzato. Può farlo?
Per attivare un controllo mirato su un dipendente, non basta una semplice antipatia o una sensazione. La giurisprudenza (Cass., Sez. L, Ordinanza n. 10822/2025) richiede la presenza di un fondato sospetto, devono esistere elementi oggettivi e concreti che facciano ragionevolmente pensare che un illecito sia stato o stia per essere commesso.
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16 genTempo di lettura: 4 min


Lavoro in una cooperativa sociale con altri 100 lavoratori. La mia azienda deve istituire il canale per il whistleblowing
Sì — una cooperativa di 100 dipendenti è obbligata a istituire un canale di segnalazione interno ai sensi della normativa italiana che recepisce la Direttiva UE sul whistleblowing. L’obbligo si applica a “quegli enti del settore privato che hanno impiegato, nell’ultimo anno, la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati (a tempo indeterminato o determinato)”: quindi ≥ 50 dipendenti (media annua) = obbligo di canale interno.
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14 genTempo di lettura: 5 min


Fate attenzione. Canali e-mail per il whistleblowing. Quando la riservatezza impone la DPIA (valutazione d’impatto)
Nel contesto del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), l’art. 35 prevede che il titolare del trattamento effettui una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) quando un trattamento «può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche». Il Garante Privacy in Italia ha elaborato un “Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d’impatto” (provvedimento 11 ottobre 2018) contenente criteri indicativi (pr
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14 genTempo di lettura: 8 min


Chat al lavoro. Conversazioni aziendali e personali: Una piccola guida per i dipendenti
Chat aziendali e chat private. La vera discriminante tra una chat aziendale e una chat privata non è la piattaforma utilizzata, bensì la finalità e la gestione del canale. Chat aziendale🡪 È da considerarsi tale qualsiasi canale (anche WhatsApp) creato, gestito o promosso dal datore di lavoro per fini lavorativi. Come stabilito dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, si tratta di un vero e proprio strumento di lavoro. Di conseguenza il datore può esercitare controlli, ma so
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17 nov 2025Tempo di lettura: 4 min


Giurisprudenza: Utilizzo improprio dello smartphone durante il lavoro e licenziamento per giusta causa
il Tribunale di Parma, con la sentenza n. 541/2025 del 18 settembre 2025, ha riaffermato principi fondamentali in tema di obblighi di diligenza e sicurezza, legittimando il licenziamento per giusta causa nei confronti di un dipendente colto ad utilizzare lo smartphone personale mentre era alla guida di un mezzo aziendale.
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17 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


La rilevazione delle presenze con i dati biometrici. Dignità lavorativa e rischi e alternative per le imprese
L’utilizzo di sistemi biometrici per la rilevazione delle presenze lavorative, benché apparentemente efficace sul piano organizzativo, pone rilevanti criticità in relazione al rispetto del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), alla normativa lavoristica interna e ai principi di proporzionalità e minimizzazione. Il pres
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7 nov 2025Tempo di lettura: 4 min


WhatsApp nei rapporti di lavoro: implicazioni giuridiche, discipline applicabili e orientamenti giurisprudenziali
L’uso sempre più frequente di applicazioni di messaggistica istantanea, in particolare WhatsApp nei rapporti di lavoro, ha modificato in profondità anche le dinamiche relazionali nei luoghi di lavoro. L’affermarsi di questi strumenti al di fuori dei canali ufficiali introduce nuove criticità in tema di privacy, trattamento dei dati personali, doveri datoriali e obblighi disciplinari, con riflessi rilevanti sul piano civilistico, penalistico e giuslavoristico.
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5 nov 2025Tempo di lettura: 5 min


Tutela della corrispondenza personale del lavoratore e limiti al potere di controllo datoriale sugli strumenti aziendali:
Con la sentenza n. 24204 del 2025, la Corte di Cassazione torna a esprimersi in maniera netta sulla tutela della riservatezza della corrispondenza personale del lavoratore nell’ambito dell’utilizzo degli strumenti informatici aziendali, chiarendo il regime giuridico applicabile alle comunicazioni personali (nella specie, email private) che transitano su dispositivi di proprietà datoriale
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4 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


Diffusione illecita delle cause di assenza. “Privacy violata: 10.000 euro di multa per l’azienda che affigge “malattia” in bacheca”.
Diffusione illecita delle cause di assenza del personale: sanzione del Garante della Privacy e limiti alla divulgazione dei dati sensibili in ambito lavorativo
Con il provvedimento n. 363 del 23 giugno 2025, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria di €10.000 nei confronti di una società di trasporti, ritenuta responsabile di aver illecitamente trattato dati personali particolari dei propri dipendenti, in violazione
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29 ott 2025Tempo di lettura: 6 min
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