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Risoluzione del rapporto di lavoro


Le dimissioni di fatto e il termine di riferimento: il Tribunale di Milano chiarisce la gerarchia tra norma legale e contrattuale
In tema di dimissioni di fatto ai sensi dell’art. 26, comma 7-bis, del D.lgs. 26 marzo 2001 2015, n. 151, il termine di riferimento per la valutazione dell’assenza ingiustificata rilevante ai fini della cessazione del rapporto è quello previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile. Il termine legale di quindici giorni trova applicazione soltanto in via residuale, in mancanza di una specifica disciplina contrattuale. Il fatto . Un datore di lavoro aveva pro
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3 genTempo di lettura: 3 min


Convalida delle dimissioni nel periodo di prova per genitori lavoratori e … La funzione delle preleggi
Con la nota n. 14744 del 13 ottobre 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito un’interpretazione ufficiale in merito all’applicabilità dell’obbligo di convalida delle dimissioni di lavoratori e lavoratrici genitori anche durante il periodo di prova, ai sensi dell’art. 55, comma 4, del D.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico sulla maternità e paternità).
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24 nov 2025Tempo di lettura: 5 min


Il licenziamento per insubordinazione. Differenza tra insubordinazione lieve e grave: come decidono i giudici
Il tema del licenziamento per insubordinazione rappresenta uno dei punti più delicati del diritto del lavoro italiano, in quanto incide direttamente sull’equilibrio tra potere direttivo datoriale e obblighi di diligenza, obbedienza e fedeltà del lavoratore. La gestione giuridica di questo istituto richiede un approccio sistematico, che tenga conto della normativa civilistica, delle tutele procedurali, del diritto sindacale e della giurisprudenza consolidata, con particolare a
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7 nov 2025Tempo di lettura: 5 min


Licenziamento illegittimo nelle piccole e medie imprese Risarcimento del danno dopo la sentenza (Cost. 118/2025)
Nel diritto del lavoro italiano, le tutele contro il licenziamento illegittimo variano in base alla dimensione dell'impresa e alla data di assunzione. Per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015, nelle imprese con più di 15 dipendenti si applica l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (come modificato dalla L. Fornero), che può prevedere sia la reintegrazione, sia un’indennità risarcitoria più elevata.
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7 nov 2025Tempo di lettura: 4 min


Le dimissioni per assenza ingiustificata. Natura giuridica, limiti applicativi e profili di compatibilità costituzionale"
Il Decreto Collegato Lavoro 2024/2025, all’art. 19, ha introdotto un’innovativa ipotesi di dimissioni volontarie per facta concludentia, denominata “dimissioni per assenza ingiustificata”. Secondo la nuova disposizione, l’assenza del lavoratore protratta per oltre 15 giorni di calendario (o per il diverso termine eventualmente previsto dal contratto collettivo applicabile), senza giustificazione, integra ipso iure una condotta di dimissioni volontarie, con effetti risolutivi
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28 ott 2025Tempo di lettura: 4 min


Periodo di comporto: L’eventuale licenziamento è illegittimo se la malattia è conseguenza delle inadempienze datoriali
Nel sistema italiano, il licenziamento per superamento del periodo di comporto rappresenta una forma di recesso legittimo ove il lavoratore si assenti per malattia oltre il limite temporale previsto dal contratto collettivo applicabile. Tuttavia, quando la malattia risulta causata dalla nocività delle mansioni o dall’ambiente di lavoro insicuro, sorge un interrogativo cruciale:
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25 ott 2025Tempo di lettura: 4 min


Sentenza dirompente della Cassazione. Fine dei licenziamenti mascherati: “Il lavoratore si ricolloca, non si rottama”.
La nuova sentenza della Cassazione costituisce un vero spartiacque nella difesa contro i licenziamenti mascherati. Ci riferiamo alla recente ordinanza n. 26035/2025 della Corte di Cassazione, destinata a diventare una pietra miliare nella giurisprudenza del lavoro.
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18 ott 2025Tempo di lettura: 3 min


Cessazione del rapporto di lavoro subordinato: fruire delle ferie maturate durante il periodo di preavviso.
Nel contesto della cessazione del rapporto di lavoro subordinato, uno degli aspetti più delicati e frequentemente oggetto di contenzioso, riguarda la possibilità di fruire delle ferie maturate durante il periodo di preavviso. L’argomento si inserisce in un quadro normativo articolato, che impone a datori di lavoro e lavoratori di contemperare le esigenze organizzative con il rispetto delle disposizioni contrattuali e legislative in materia di preavviso e ferie.
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30 set 2025Tempo di lettura: 3 min


Una breve Guida Naspi. Scopriamo insieme quando non possiamo fare affidamento su questa indennità
L’indennità Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), introdotta dal D.lgs. n. 22/2015, rappresenta una misura di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente la propria occupazione. La prestazione è finanziata attraverso la contribuzione obbligatoria e rientra nell’ambito della tutela previdenziale legata allo stato di disoccupazione.
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24 set 2025Tempo di lettura: 4 min


ll licenziamento per crisi aziendale è legittimo ma è soggetto ad un rigoroso (prove stringenti) vaglio di legittimità
il datore di lavoro deve fornire una triplice prova, così articolata: Sussistenza della crisi aziendale o della riorganizzazione: devono emergere elementi oggettivi che attestino la situazione di difficoltà o la necessità di ridefinire l’assetto produttivo. Nel caso affrontato dal Tribunale di Potenza, l’azienda ha prodotto bilanci in perdita per due esercizi consecutivi, la documentazione relativa a un sequestro preventivo e la prova dell’accesso alla cassa integrazione per
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22 set 2025Tempo di lettura: 3 min


La Naspi non è revocabile in caso di reintegro solo formale e privo di retribuzione (Cassazione 23476/2025)
Con la sentenza n. 23476 del 2025, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno introdotto un principio di rilevante impatto interpretativo sul tema degli ammortizzatori sociali, affermando che il diritto all'indennità di disoccupazione (Naspi) permane anche in caso di reintegra giudiziale del lavoratore, qualora quest’ultimo non venga effettivamente retribuito o impiegato.
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10 set 2025Tempo di lettura: 2 min


Paola ci ripensa e procede alla revoca delle dimissioni. Il capo si arrabbia ma non può opporsi; i termini sono stati rispettati
Ne abbiamo già parlato ma ritorniamo volentieri sull’argomento, evidentemente molto sentito, della “revoca delle dimissioni” ovvero della procedura per revocarle nel settore privato. Il d.lgs. n. 151/2015 ha reso obbligatorio, a pena di inefficacia, presentare le dimissioni compilando un apposito modulo online sul sito del Ministero del Lavoro (dimissioni telematiche)
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12 ago 2025Tempo di lettura: 3 min


Buone notizie per i lavoratori delle PMI. Il tetto delle 6 mensilità di ristoro (licenziamento illegittimo) è incostituzionale
nel caso di licenziamento illegittimo intimati da un datore di lavoro che non raggiunga i requisiti dimensionali di cui all'articolo 18, ottavo e nono comma, dello Statuto dei lavoratori (e cioè non occupi più di quindici lavoratori presso un'unità produttiva o nell'ambito di un Comune e comunque non occupi più di sessanta dipendenti), l'ammontare delle indennità risarcitorie «non può in ogni caso superare il limite di sei mensilità» dell'ultima retribuzione di riferimento pe
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12 ago 2025Tempo di lettura: 2 min


Il licenziamento per giustificato motivo (Legge n. 604/1966)
Il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, ora all’esame di questo articolo, è previsto dall’art. 3 della Legge n. 604/1966. Il datore, come ben sanno i nostri lettori, può licenziare il proprio lavoratore solamente se questo si è reso responsabile di gravi colpe (licenziamento disciplinare) oppure se sussiste una seria crisi aziendale (licenziamento economico)
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12 ago 2025Tempo di lettura: 4 min


Se l’azienda viola il diritto di repêchage ( ripescaggio), il lavoratore licenziato va reintegrato
La Suprema Corte ha chiarito che quando un’azienda licenzia un dipendente per giustificato motivo oggettivo (ad esempio, per una riorganizzazione) ma viola il diritto di repêchage – ovvero, non prova di aver fatto tutto il possibile per ricollocarlo in altre mansioni – il licenziamento non è solo illegittimo, ma la sanzione è la più grave possibile: la reintegra nel posto di lavoro. Con la sentenza in esame si eleva il dovere di ripescaggio
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22 lug 2025Tempo di lettura: 3 min


La revoca delle dimissioni. Fino a quando il lavoratore può ritornare sui suoi passi e come deve correttamente agire
La revoca delle dimissioni deve avvenire con le medesime modalità telematiche con cui sono state presentate. Ciò significa che il lavoratore può accedere autonomamente al portale del Ministero del Lavoro con le proprie credenziali SPID o CIE (oppure rivolgersi a un soggetto abilitato come un patronato) e annullare la comunicazione precedente, purché ciò avvenga entro 7 giorni dall’inoltro iniziale.
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19 lug 2025Tempo di lettura: 5 min


Quando i somari dirigono il personale i danni non si contano e spesso sono anche irreversibili. Licenziamento e L. 104
Una sentenza del Tribunale di Bologna, davvero esemplare, interviene a gamba tesa per bocciare un’indagine investigativa orchestrata da un dirigente per incastrare un collaboratore subordinato.
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11 lug 2025Tempo di lettura: 4 min


Licenziamento nullo se poi viene assunto un altro dipendente: come incastrare l’azienda
Esaminiamo un fatto che non è difficile ritrovare nella cronaca del lavoro di questi ultimi anni. Un’azienda sopprime una postazione di lavoro e, come prevede la legge, offre al dipendente altre mansioni per non mandarlo definitivamente a casa. Quest’ultimo, però, rifiuta la posizione perché i nuovi orari sono incompatibili con le sue necessità personali e familiari. A questo punto, scatta il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
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11 lug 2025Tempo di lettura: 4 min


Licenziamento collettivo e licenziamento individuale. Sindacati e magistratura a braccetto
un principio cardine del nostro diritto del lavoro impone al datore di lavoro, prima di poter licenziare, di verificare l’impossibilità di ricollocare il dipendente in altre mansioni equivalenti o anche inferiori all’interno dell’assetto aziendale. È una tutela fondamentale. Ora con la sentenza 980/2025, peraltro allineata al consolidato giudizio degli Ermellini, ufficializza che questa tutela svanisce completamente nel contesto di un licenziamento collettivo ai sensi della l
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4 lug 2025Tempo di lettura: 4 min
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