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Retribuzioni, Premi e Indennità


Quando il datore di lavoro non paga il TFR, come bisogna agire per recuperare le somme dal Fondo di Garanzia dell’INPS?
la Legge 29 maggio 1982, n. 297 ha istituito presso l’INPS il Fondo di Garanzia per il TFR, un meccanismo che consente all’Istituto di sostituirsi al datore insolvente. La funzione del Fondo è chiara: quando il datore di lavoro non paga il TFR, assicura al lavoratore il recupero dello stesso, per insolvenza o fallimento, non è in grado di pagarlo.
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22 ore faTempo di lettura: 4 min


Trasparenza Retributiva: dalla Discrezionalità Aziendale al Nuovo Modello Europeo di Equità”
La Corte ha più volte ribadito che il divario retributivo non può basarsi su criteri vaghi o non documentati, onere della prova e trasparenza sono centrali: l’azienda deve poter dimostrare con elementi concreti la ragione delle differenze, la mancanza di trasparenza retributiva tende a favorire discriminazioni indirette. Proprio questa evoluzione giurisprudenziale ha preparato il terreno alla Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, che rappresenta un punto di svo
Ennio De Luca
1 giorno faTempo di lettura: 3 min


Fuori dal TFR solo le voci espressamente escluse. Ricordiamolo ai nostri sindacalisti “Ninnananna”
Il trattamento di fine rapporto (TFR) è il corrispettivo che matura in favore del lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro subordinato. La norma civile di riferimento è l’art. 2120 c.c., che pone a carico del datore di lavoro l’obbligo di corrispondere al prestatore di lavoro una somma riferita all’intera durata del rapporto, con criteri di calcolo stabiliti dalla legge e dalla prassi contrattuale.
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3 giorni faTempo di lettura: 5 min


Dal diritto alla riscossione: come gestire il mancato pagamento del TFR in sede stragiudiziale e giudiziale
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) rappresenta uno degli istituti più importanti del nostro ordinamento in materia di lavoro. È una parte della retribuzione che il lavoratore matura nel corso del rapporto e che diventa esigibile solo al momento della cessazione. Quando il datore di lavoro non provvede al pagamento, si configura una grave violazione contrattuale, che richiede un intervento tempestivo e ben strutturato
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3 genTempo di lettura: 4 min


Premi di risultato. Chiariamo alcuni concetti e… attenzione: Non fatevi gabbare per 4 spicchi che non arriveranno mai
I nostri lettori ci chiedono di meglio chiarire il significato di quanto riportato nell’articolo “Premi di risultato: imposta sostitutiva ridotta all’1% e tetto elevato a 5.000 euro” e, in particolare, nelle righe che seguono🡪 “Affinché il premio di produzione possa qualificarsi come “di risultato” ai sensi di legge, l’erogazione deve essere subordinata al conseguimento di incrementi misurabili e verificabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. G
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10 dic 2025Tempo di lettura: 5 min


Premi di risultato: imposta sostitutiva ridotta all’1% e tetto elevato a 5.000 euro
Con la bozza della legge di Bilancio per il 2026, il Governo introduce, all’articolo 4, una misura di forte impatto sul trattamento fiscale dei premi di risultato: l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile alle somme erogate a titolo di premio di produttività viene ridotta dal
5% all’1%, mentre il limite massimo dell’importo agevolabile viene elevato dagli attuali 3.000 euro a 5.000 euro.
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8 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Se avete uno stipendio da fame chiedete al giudice di aggiornarlo dignitosamente (Cassazione docet)
L'orientamento espresso dalla Cassazione si inserisce in un contesto europeo più attento di quello italiano al tema dei salari dignitosi. La Direttiva UE 2022/2041 sui salari minimi adeguati, che l'Italia non ha ancora pienamente recepito, stabilisce che la sufficienza della retribuzione non va valutata solo sulla capacità di soddisfare bisogni primari come cibo e alloggio, ma anche sulla possibilità di accedere a beni immateriali, come recita il Considerando n. 28, quali "at
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1 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


"L’opzione del lavoratore per l’indennità sostitutiva della reintegra: natura, presupposti ed effetti"
Quando un giudice dichiara l’illegittimità del licenziamento e dispone la reintegrazione del lavoratore, quest’ultimo ha facoltà, nei casi previsti dalla legge, di rifiutare il rientro in azienda e optare invece per un’indennità sostitutiva forfettaria pari a 15 mensilità. Si tratta di un rimedio alternativo alla reintegra che consente al lavoratore di chiudere definitivamente il rapporto, ottenendo un risarcimento economico non soggetto a tassazione o contribuzione.
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18 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


Salario minimo e valorizzazione della contrattazione collettiva. Evoluzione normativa e prospettive
Il tema del salario minimo continua a rappresentare una delle questioni più controverse e dibattute nel panorama politico e sindacale italiano. Sebbene inizialmente al centro della discussione vi fosse l’introduzione di una soglia retributiva minima fissata per legge – pari a 9 euro lordi all’ora –, tale ipotesi è stata progressivamente accantonata a favore di una soluzione che valorizzi in maniera prioritaria lo strumento della contrattazione collettiva nazionale di lavoro (
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1 nov 2025Tempo di lettura: 4 min


Salario minimo garantito dai CCNL: approvata la legge delega. Il sindacato chiamato alla vigilanza attiva
Il Governo ha 6 mesi per definire i decreti attuativi. Il salario minimo sarà ancorato ai contratti collettivi più rappresentativi, ma senza una soglia legale oraria. Con l’approvazione definitiva in Senato della legge delega sul salario minimo legale, si apre ora una fase fondamentale per la regolazione del lavoro povero in Italia. La norma non introduce un salario minimo in senso numerico (es. 10 euro lordi/ora),
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23 ott 2025Tempo di lettura: 3 min


Indennità di trasferta e trasfertismo: Cosa cambia dopo l’intervento della Corte di Cassazione (ordinanza 24148/2025)
La giurisprudenza consolidata (in particolare le Sezioni Unite) ha chiarito il carattere vincolante dell’interpretazione autentica e i limiti applicativi dei regimi. In breve: Il comma 5 disciplina le indennità di trasferta o missione, esentandole – se rispondenti ai limiti legali e contrattuali – dal concorso integrale nella formazione del reddito. Il comma 6 prevede, per i lavoratori “trasfertisti”, che le indennità e maggiorazioni spettanti in relazione all’attività svolt
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22 ott 2025Tempo di lettura: 5 min


Trasferta e trasfertismo; per capire meglio i due istituti. Tizio e Caio, protagonisti del nostro esempio
L’ordinanza della Corte di cassazione n. 24148 del 28 agosto 2025 ha messo in luce una distinzione importante nel mondo del lavoro: trasferta e trasfertismo non sono la stessa cosa. Le conseguenze? Diverse sul piano fiscale, contributivo e retributivo. Vediamo di capirlo con due esempi pratici, protagonisti: Tizio e Caio.
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22 ott 2025Tempo di lettura: 4 min


TFR e previdenza complementare nel cambio del datore di lavoro. I problemi che si possono incontrare
L’istituto del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), disciplinato dall’art. 2120 c.c., continua a porsi al centro di numerose riflessioni giuridiche, soprattutto in relazione all’obbligo di destinazione delle quote maturande e alla loro possibile devoluzione alla previdenza complementare. Una delle questioni meno esplorate ma di crescente rilevanza pratica riguarda l’incidenza del cambio di datore di lavoro sulle opzioni disponibili per il lavoratore, con specifico riferimento
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11 ott 2025Tempo di lettura: 4 min


Trasparenza retributiva. Una bozza di lettera di richiesta di accesso ai dati retributivi e altri (richiesti) chiarimenti
(La richiesta di accesso ai dati retributivi può essere inoltrata via PEC, e-mail aziendale o in forma cartacea con ricevuta di protocollo. Se sei rappresentato da un sindacato, puoi inoltrare la richiesta per il loro tramite). L’azienda non può ignorare la richiesta che è assolutamente lecita: in caso di mancata risposta puoi rivolgerti ad Azione Sindacale o al locale Ispettorato del Lavoro. Attualmente, la mancanza di trasparenza retributiva sta avendo un impatto negativo
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28 ago 2025Tempo di lettura: 4 min


Trasparenza retributiva e diritto alla parità salariale: Ritorniamo su un argomento particolarmente sentito
Il diritto alla trasparenza retributiva, come vedremo, non autorizza il lavoratore a conoscere la retribuzione individuale e nominale di un collega specifico (come il “vicino di scrivania”), anche se svolge la stessa mansione. Il lavoratore avrà diritto di conoscere la retribuzione media riferita alla sua categoria professionale o mansione (es. “impiegato amministrativo livello C1”), se possibile, disaggregata per genere I criteri utilizzati per la determinazione della retrib
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28 ago 2025Tempo di lettura: 5 min


Il lavoro straordinario. Il punto su un argomento che è continua fonte di contrasti tra lavoratori e imprenditori
La legge definisce il lavoro straordinario come il lavoro prestato oltre l’orario normale di lavoro (40 ore). Il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto (art. 5, D.lgs. n. 66/2003). Fermi restando i limiti di durata massima settimanale di 48 ore, i contratti collettivi di lavoro regolamentano le eventuali modalità di esecuzione delle prestazioni di lavoro straordinario.
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20 ago 2025Tempo di lettura: 6 min


Rimborso bollette in busta paga: le nuove regole 2025, limiti di esenzione e compatibilità con bonus affitto e sanità
Rimborsi bollette in busta paga . Il “paniere” dei fringe benefit, ovvero quell’insieme di beni e servizi che l’azienda può concedere...
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12 ago 2025Tempo di lettura: 3 min


Tribunale di Napoli. La corretta compensazione tra TFR e indennità per mancato preavviso: principi e limiti
Richiamando l'orientamento consolidato della Corte di Cassazione (Cass. n. 26365/2024), il Tribunale ha ribadito che, quando le reciproche obbligazioni di datore e lavoratore derivano dal medesimo rapporto contrattuale, non si configura una compensazione in senso tecnico ai sensi dell'art. 1241 c.c., bensì una mera operazione di saldo tra poste contrattuali opposte.
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1 ago 2025Tempo di lettura: 3 min


Quasi la fine dei segreti in busta paga: Dal 7 giugno 2026 parte la rivoluzione retributiva contro le discriminazioni salariali
L’obiettivo è quello di eliminare il divario retributivo ingiustificato, che continua a colpire in particolare donne, giovani e lavoratori meno tutelati, e rafforzare la posizione di chi, fino a oggi, si è trovato a negoziare lo stipendio alla cieca.
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25 lug 2025Tempo di lettura: 4 min


Retribuzione : più trasparenza retributiva e forse anche più equità, grazie alla Direttiva UE 2023/19740. Aziende in fibrillazione
Manca meno di un anno alla scadenza del 7 giugno 2026, data entro cui l’Italia dovrà recepire la direttiva europea sulla trasparenza retributiva (UE 2023/970), uno strumento pensato per colmare (parzialmente) il divario salariale di genere.
La direttiva europea, introduce nel nostro ordinamento delle novità che alle aziende non piacciono per nulla.
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11 lug 2025Tempo di lettura: 4 min
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