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Rimborso bollette in busta paga: le nuove regole 2025, limiti di esenzione e compatibilità con bonus affitto e sanità

Rimborsi bollette in busta paga. Il “paniere” dei fringe benefit, ovvero quell’insieme di beni e servizi che l’azienda può concedere ai propri dipendenti con un trattamento fiscale e contributivo di favore, si è arricchito negli ultimi anni di una voce che tocca da vicino le tasche di tutte le famiglie: il rimborso delle bollette. Sul tema, a fare chiarezza, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate, che ha delineato limiti, possibilità e condizioni per poter usufruire di questo importante strumento di welfare aziendale. 

Fino al 2027, la legge di Bilancio 2025 ha confermato un regime di favore per i fringe benefit, con un doppio “plafond” di esenzione totale da tasse e contributi: 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori dipendenti; 2.000 euro annui per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico. Per avere diritto alla soglia più alta di 2.000 euro, il lavoratore deve semplicemente consegnare al proprio datore di lavoro una dichiarazione in cui indica il codice fiscale di almeno un figlio a carico, secondo le condizioni previste dall’articolo 12 del TUIR. Un’azienda può rimborsare ai propri dipendenti, all’interno delle soglie che abbiamo visto, le spese che questi hanno sostenuto per le utenze domestiche del servizio idrico, dell’energia elettrica e del gas naturale. L’Agenzia delle Entrate (circolare 5/E/2024) chiarisce che il datore di lavoro deve acquisire e conservare la documentazione che giustifichi la spesa (la via più semplice è attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da parte del lavoratore). Questa dichiarazione: non richiede l’autenticazione della firma; deve essere semplicemente firmata in originale dal dipendente, con allegata una copia del suo documento di identità. In tale dichiarazione, il lavoratore attesta di essere in possesso delle fatture o delle ricevute che provano il pagamento delle utenze e ne riporta gli elementi identificativi (numero fattura, importo, data). Attenzione🡪 Per evitare duplicazioni del beneficio, il lavoratore o la lavoratrice devono anche dichiarare che quelle stesse spese non sono già state oggetto di richiesta di rimborso, né presso lo stesso datore di lavoro né presso altri. Da non dimenticare🡪  Le soglie di 1.000 e 2.000 euro non sono una “franchigia”, ma un limite assoluto. La regola è quella del “tutto o niente”. Per capirci, se il valore complessivo dei benefit ricevuti in un anno è, ad esempio, di 990 euro, quell’importo è totalmente esente da tasse e contributi. Ma se il valore totale è di 1.001 euro, l’intero importo di 1.001 euro diventa imponibile ai fini fiscali e previdenziali, e non solo l’euro che eccede la soglia.  Rimborso bollette e bonus affitto. La legge di Bilancio 2025 (commi da 386 a 389, art. 1, L. 207/2024) ha introdotto un nuovo “bonus affitto” per favorire la mobilità dei lavoratori. Il bonus spetta ai dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2025 che, per l’assunzione, hanno trasferito la propria residenza a più di 100 km di distanza. L’incentivo prevede che il datore di lavoro possa erogare o rimborsare le spese per il canone di locazione e per la manutenzione dell’immobile fino a un massimo di 5.000 euro annui, per i primi due anni. Questa somma è esente solo ai fini fiscali (IRPEF), ma è soggetta a contribuzione previdenziale. I due benefici (rimborso bollette e bonus affitto) sono pienamente cumulabili. Assicurazione sanitaria integrativa e fringe benefit. Se l’azienda, tramite un regolamento o un accordo, versa dei contributi per una polizza di assistenza sanitaria integrativa, questi importi non concorrono a formare il plafond di 1.000/2.000 euro dei fringe benefit. Sono infatti disciplinati da una norma diversa (articolo 51, comma 2, lettera f-quater del Tuir), che li considera non concorrenti al reddito di lavoro dipendente in modo autonomo. Di conseguenza, si possono ricevere sia il beneficio della polizza sanitaria sia i fringe benefit fino alla soglia massima, senza che i due importi facciano “cumulo


Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore. 

  • puoi chiamarci: Linea mobile 331-7497940  

o contattarci via e-mail. azionesindacale.fvg@gmail.com .

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