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Salario minimo garantito dai CCNL: approvata la legge delega. Il sindacato chiamato alla vigilanza attiva

Il Governo ha 6 mesi per definire i decreti attuativi. Il salario minimo sarà ancorato ai contratti collettivi più rappresentativi, ma senza una soglia legale oraria. Con l’approvazione definitiva in Senato della legge delega sul salario minimo legale, si apre ora una fase fondamentale per la regolazione del lavoro povero in Italia. La norma non introduce un salario minimo in senso numerico (es. 10 euro lordi/ora), ma conferisce al Governo la

delega per adottare entro sei mesi i decreti legislativi attuativi destinati a garantire che nessun lavoratore venga retribuito al di sotto dei minimi previsti dai CCNL maggiormente rappresentativi del settore di riferimento.


Il principio guida della delega. L’art. 36 della Costituzione stabilisce che “il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente a garantire a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.La legge delega mira a realizzare questa previsione costituzionale, pur senza fissare una soglia unica oraria, affidandosi alla forza regolativa della contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa (speriamo solo che a gestire la contrattazione non sia solo la Cgil di Landini che aveva  annunciato l'intenzione di andare in tribunale per i contratti dei vigilantes a 5 euro l'ora, che aveva firmato anche lei).


Gli elementi tecnici della delega – cosa farà il Governo. I decreti delegati dovranno garantire il riferimento esclusivo ai CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale, ai fini della definizione dei trattamenti economici minimi inderogabili. Tali trattamenti dovranno trovare esecuzione anche ai lavoratori non coperti da contrattazione collettiva, mediante un sistema di "riconduzione" al contratto collettivo della categoria più affine, ex art. 2094 c.c.  Applicazione obbligatoria anche nei contratti di appalto e subappalto sempre riferiti ai CCNL maggiormente rappresentativi del settore prevalente, con esclusione dei contratti pirata. Si dovranno emanare anche misure per contrastare il lavoro sottopagato, comprese categorie “a rischio” come collaboratori eterorganizzati, lavoratori impiegati in modelli organizzativi atipici, e settori con alta incidenza di lavoro povero o discontinuità. I rinnovi dei contratti collettivi dovranno essere più solerti di come lo sono ora e introdurre compensazioni temporanee per i lavoratori in attesa di rinnovo contrattuale. Sarà rafforzata anche l’attività ispettiva, con strumenti tecnologici e banche dati integrate, per contrastare il lavoro nero, grigio o sotto inquadrato.


Contrattazione collettiva: riconoscimento e centralità, ma con criticità aperte. Il riconoscimento della funzione regolatrice della contrattazione collettiva più rappresentativa appare coerente con la giurisprudenza costituzionale e con l’indirizzo dell’UE (Direttiva 2022/2041). Tuttavia, in assenza di un criterio certificato ex lege della rappresentatività sindacale, il rischio è che la discrezionalità interpretativa produca incoerenze e contenziosi.

La legge mira a contrastare la proliferazione di contratti “pirata”, stipulati più che da soggetti privi di reale rappresentanza da quelle organizzazioni che giocano al ribasso salariale in accordo con le formazioni datoriali (esempio 🡪 settori della logistica, dei servizi in appalto, della vigilanza e del turismo).


Contrattazione di secondo livello e differenziazioni territoriali, La delega apre alla possibilità di adattamenti territoriali nella contrattazione di secondo livello, in funzione del diverso costo della vita. Tuttavia, manca una cornice vincolante: sarà compito della contrattazione stabilire criteri trasparenti, onde evitare il rischio di deroghe al ribasso giustificate da presunte "esigenze locali" e nuove forme di dumping salariale intra-nazionale.


Obbligo di rinnovo dei CCNL: verso una tutela del salario nel tempo. L'invito al legislatore delegato è di incentivare il rinnovo tempestivo dei contratti collettivi, superando le situazioni in cui CCNL restano bloccati per anni, con perdita reale di potere d’acquisto.

Tra le ipotesi: **Meccanismi di adeguamento temporaneo automatico dei minimi retributivi (es. indicizzazione all’inflazione IPCA). Introduzione di indennità di vacanza contrattuale più robuste.


Salario minimo legale a 10 euro/ora: disegno di legge parallelo, ma incerto. Restano pendenti in Parlamento proposte di legge di iniziativa parlamentare, che invece prevedono un salario minimo legale fissato per legge a 10 euro/ora. Tali proposte scontano contrarietà politiche trasversali e, al momento, non hanno opportunità di salire sul palcoscenico. 


A questo punto ecco cosa dovrebbe fare il sindacato: 


Azione

Finalità

Verificare il CCNL applicato in ogni azienda

Prevenire uso improprio di contratti pirata

Mappare i lavoratori non coperti da contratti rappresentativi

Attivare vertenze per estensione del trattamento corretto

Monitorare la fase attuativa dei decreti delegati

Proporre, presidiare, contestare eventuali derive normative

Coordinare le RSU/RSA nella contrattazione di secondo livello

Evitare adattamenti territoriali usati come leva di compressione salariale

Sollecitare i rinnovi dei CCNL

Proteggere il potere d’acquisto reale

Formare i propri uomini sui nuovi strumenti legali

Rafforzare la capacità di intervento sindacale


Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore. 


  • puoi chiamarci: Linea mobile 331-7497940  

o contattarci via e-mail: azionesindacale.fvg@gmail.com


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