La responsabilità civile; una guida per tutti. Il funzionamento, le tipologie e le tutele per il lavoratore.
- azionesindacalefvg
- 16 giu
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. Il fondamento normativo principale si rinviene nell’art. 2043 del Codice civile, secondo cui qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga chi lo ha commesso al risarcimento. Accanto a questa previsione generale, il Codice civile disciplina anche la responsabilità derivante dall’inadempimento di obbligazioni (art. 1218 c.c.), configurando così due grandi ambiti: responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. In entrambi i casi, la funzione della responsabilità civile è quella di ristabilire, per quanto possibile, l’equilibrio leso, attraverso la riparazione del danno.
Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale: differenze. La distinzione tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale è fondamentale. Si ha responsabilità contrattuale quando un soggetto non adempie correttamente a un obbligo assunto con un contratto o con un rapporto obbligatorio preesistente. Ai sensi dell’art. 1218 c.c., il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, salvo che provi che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da causa a lui non imputabile. Nel contesto lavorativo, questa forma di responsabilità si manifesta, ad esempio, quando il datore di lavoro non corrisponde la retribuzione dovuta oppure quando il lavoratore non adempie diligentemente alle proprie mansioni (art. 2104 c.c.). La responsabilità extracontrattuale (o aquiliana) nasce invece dalla violazione del generale dovere di non ledere gli altri, anche in assenza di un rapporto giuridico preesistente tra le parti. Il riferimento normativo è l’art. 2043 c.c. e seguenti. Un esempio tipico è il danno causato da un incidente stradale. In ambito lavorativo, può rilevare nei casi di danno a terzi causato dal lavoratore durante lo svolgimento dell’attività, con possibile responsabilità anche del datore di lavoro ai sensi dell’art. 2049 c.c. (responsabilità dei padroni e committenti). Differenze principali. Le differenze tra le due forme riguardano, tra l’altro l’origine dell’obbligo: contratto nella responsabilità contrattuale, fatto illecito nella extracontrattuale; l’onere della prova: nella responsabilità contrattuale è il debitore a dover dimostrare l’assenza di colpa; nella extracontrattuale è il danneggiato a dover provare il fatto, il danno e il nesso causale; ** i termini di prescrizione: ordinariamente 10 anni per la contrattuale (art. 2946 c.c.) e 5 anni per la extracontrattuale (art. 2947 c.c.), salvo eccezioni.
Le conseguenze: il risarcimento del danno. La principale conseguenza della responsabilità civile è l’obbligo di risarcire il danno, che può assumere due forme: Risarcimento in forma specifica (art. 2058 c.c.): consiste nel ripristinare la situazione precedente al danno, quando possibile; Risarcimento per equivalente: consiste nel pagamento di una somma di denaro idonea a compensare il pregiudizio subito. Il danno risarcibile può essere patrimoniale (perdita economica subita e mancato guadagno, artt. 1223 e 2056 c.c.) e non patrimoniale (art. 2059 c.c.), nei casi previsti dalla legge, come la lesione di diritti inviolabili della persona.
La tutela inibitoria. Accanto al risarcimento, l’ordinamento prevede strumenti diretti a prevenire o far cessare il danno. La cosiddetta tutela inibitoria consente al giudice di ordinare la cessazione di un comportamento lesivo o di impedirne la reiterazione. Tale forma di tutela è particolarmente rilevante nei rapporti di lavoro, ad esempio nei casi di comportamenti vessatori o lesivi della dignità del lavoratore.
Differenza tra responsabilità civile e penale. La responsabilità civile si distingue nettamente da quella penale. La responsabilità civile: tutela interessi individuali e mira al risarcimento del danno; la responsabilità penale: tutela interessi pubblici e comporta l’applicazione di sanzioni, anche detentive. Tuttavia, le due forme possono coesistere. L’art. 185 del Codice penale stabilisce infatti che ogni reato che abbia cagionato un danno obbliga il colpevole al risarcimento nei confronti della persona offesa.
Responsabilità amministrativa. Accanto alla responsabilità civile e penale, esiste la responsabilità amministrativa, che deriva dalla violazione di norme poste dalla pubblica amministrazione. Essa comporta l’applicazione di sanzioni pecuniarie (ad esempio, le multe per violazioni del Codice della strada) e non ha funzione risarcitoria, ma sanzionatoria e preventiva.
Rilevanza per il lavoratore subordinato. Per il lavoratore subordinato, la responsabilità civile assume rilievo in diversi ambiti: nei confronti del datore di lavoro, per eventuali inadempimenti contrattuali; nei confronti di terzi, per danni causati durante l’attività lavorativa; **nella tutela dei propri diritti, ad esempio in caso di danni alla salute o alla dignità (art. 2087 c.c., tutela delle condizioni di lavoro). Comprendere questi meccanismi consente al lavoratore di conoscere i propri diritti e le eventuali responsabilità, nonché gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.
Una sintesi operativa
Tipo di responsabilità | Origine | Conseguenza | Esempio |
Contrattuale | Inadempimento di un obbligo | Risarcimento del danno | Mancato pagamento della retribuzione |
Extracontrattuale | Fatto illecito | Risarcimento del danno | Danno a terzi durante il lavoro |
Penale | Violazione di norma penale | Pena + eventuale risarcimento | Lesioni personali |
Amministrativa | Violazione di norme della P.A. | Sanzione pecuniaria | Multa stradale |
Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore.
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