Congedo straordinario per assistenza ai familiari disabili: cosa si perde in busta paga e nei diritti maturati?
- azionesindacalefvg
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Rispondiamo a Elena
Gentile Redazione di Azione Sindacale, sto valutando di richiedere il congedo straordinario biennale per assistere un mio familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge 104. Vorrei però capire quali conseguenze economiche e lavorative comporta questa scelta. È vero che durante il congedo si continua a percepire lo stipendio? Ci sono limiti all’importo erogato dall’INPS? Inoltre, il periodo di assenza incide sulla maturazione di ferie, tredicesima, TFR e contributi pensionistici? Grazie per l’attenzione. Elena
Cara Elena, il congedo straordinario per assistenza ai familiari disabili gravi rappresenta uno strumento di tutela molto importante perché consente al lavoratore di assentarsi dal servizio mantenendo il posto di lavoro e percependo un’indennità sostitutiva della retribuzione. Per il 2026, l’INPS ha aggiornato i massimali economici della prestazione, fissando il limite complessivo annuo a 57.837 euro. Questa cifra rappresenta la somma di due componenti distinte. La prima quota è l’indennità diretta erogata al dipendente, che per

l’anno in corso non può superare il limite massimo di circa 43.380 euro annui. La seconda quota, pari a circa 14.460 euro, costituisce invece l’importo massimo destinato alla copertura della contribuzione figurativa, ossia i contributi che lo Stato versa virtualmente per garantire che il periodo di assenza non crei un vuoto nella futura pensione del lavoratore. L’indennità viene calcolata prendendo come riferimento la retribuzione fissa e continuativa percepita dal dipendente. Restano invece escluse tutte le componenti variabili della busta paga, come straordinari, premi di risultato, indennità di trasferta, maggiorazioni per lavoro notturno o festivo e altri compensi collegati all’effettiva prestazione lavorativa. Per questo motivo, chi normalmente beneficia di tali emolumenti potrebbe registrare una riduzione del reddito mensile durante il congedo. È importante sapere anche che il periodo di congedo produce effetti su alcuni istituti contrattuali. Durante l’assenza, infatti, non maturano ferie e permessi retribuiti, così come non maturano la tredicesima e l’eventuale quattordicesima mensilità per i mesi di congedo. Inoltre, il periodo non viene computato ai fini della maturazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), con una conseguente riduzione dell’importo che sarà liquidato alla cessazione del rapporto di lavoro. Per quanto riguarda la pensione, invece, il legislatore ha previsto la copertura mediante contribuzione figurativa entro i limiti stabiliti dalla normativa, evitando che il periodo di assenza determini un vuoto contributivo. Ricordiamo infine che il congedo straordinario può essere fruito per un massimo di due anni complessivi nell’intera vita lavorativa del richiedente. Lo stesso limite opera anche con riferimento alla persona assistita: per ciascun familiare con disabilità grave non possono essere complessivamente riconosciuti più di 24 mesi di congedo, anche se utilizzati da soggetti diversi che si alternano nell’assistenza. Prima di presentare la domanda è quindi consigliabile valutare attentamente gli effetti economici della scelta, considerando sia l’eventuale riduzione della retribuzione mensile sia l’impatto sulle competenze differite come ferie, mensilità aggiuntive e TFR.




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