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Contratto a tempo determinato senza forma scritta? il rapporto si considera a tempo indeterminato.

Nel sistema del diritto del lavoro italiano, il rapporto di lavoro subordinato è, per regola generale, a tempo indeterminato. Il ricorso al contratto a termine costituisce un’eccezione, ammessa dall’ordinamento solo nel rispetto di condizioni rigorose poste a tutela del

lavoratore. Tra queste, la forma scritta riveste un ruolo essenziale e inderogabile. La forma scritta come requisito legale essenziale. La disciplina vigente, contenuta nell’art. 19 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, stabilisce che l’apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato è priva di effetto se non risulta da atto scritto. Contratto a tempo determinato senza forma scritta: La norma prevede inoltre che una copia del contratto debba essere consegnata al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall’inizio della prestazione. L’unica eccezione riguarda i rapporti di lavoro di durata non superiore a dodici giorni, per i quali la legge consente la forma orale. È fondamentale chiarire che la forma scritta è richiesta ad substantiam, ossia come requisito di validità della clausola che limita nel tempo il rapporto. Ciò significa che, in assenza di un documento scritto, il termine non è semplicemente difficile da provare ma è giuridicamente inesistente. Il momento della sottoscrizione. Affinché il termine sia valido, il contratto deve essere sottoscritto dal lavoratore prima o contestualmente all’inizio della prestazione lavorativa. La sottoscrizione successiva non è idonea a sanare il vizio originario. Una firma apposta dopo l’avvio dell’attività lavorativa non può essere considerata espressione di un consenso libero e consapevole alla durata limitata del rapporto, poiché interviene in un momento in cui il lavoratore è già inserito nell’organizzazione aziendale e potenzialmente in una posizione di debolezza contrattuale. Ne consegue che, anche in presenza di un documento scritto, il termine è inefficace se la sottoscrizione non è tempestiva. Il ruolo della comunicazione Unilav. La comunicazione obbligatoria di assunzione (Unilav), che il datore di lavoro deve trasmettere ai servizi competenti prima dell’inizio della prestazione, ha natura esclusivamente amministrativa. Essa assolve a finalità di tracciabilità del rapporto di lavoro e di adempimento degli obblighi verso la pubblica amministrazione e gli enti previdenziali. Tuttavia, non costituisce prova della volontà negoziale delle parti in ordine alla durata del rapporto. Pertanto, la comunicazione Unilav non può sostituire il contratto scritto né integrare il requisito formale richiesto dalla legge per la validità del termine. Al più, può assumere valore indiziario nell’ambito di una valutazione probatoria, ma non è equipollente all’atto scritto richiesto ad substantiam. Le conseguenze della mancanza di forma scritta. Qualora il termine sia apposto in assenza di forma scritta valida, la conseguenza prevista dall’ordinamento è automatica: il contratto si considera a tempo indeterminato sin dall’origine. Non è possibile per il datore di lavoro sanare successivamente tale irregolarità, né rileva l’eventuale consapevolezza del lavoratore circa la natura temporanea del rapporto. Questa disciplina ha una chiara funzione protettiva: evitare che il lavoratore venga inserito in rapporti formalmente precari senza aver espresso un consenso pieno e preventivo alla limitazione della durata.


Principio conclusivoAlla luce del quadro normativo vigente, può affermarsi con certezza che il contratto a tempo determinato richiede necessariamente la forma scritta, la sottoscrizione deve avvenire prima o al momento dell’inizio della prestazione, non esistono strumenti alternativi o equipollenti idonei a sostituire tale requisito e, in mancanza, il rapporto si considera a tempo indeterminato


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