Il diritto di precedenza nelle assunzioni: Disciplina, obblighi del datore di lavoro e tutela del lavoratore
- azionesindacalefvg
- 16 set 2025
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Fatti salvi eventuali diversi accordi previsti dalla contrattazione collettiva, il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal medesimo datore di lavoro, qualora ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: il lavoratore abbia prestato servizio per un periodo complessivo superiore a 6 mesi, anche mediante una successione di contratti a termine;

l’assunzione a tempo indeterminato sia effettuata entro 12 mesi dalla cessazione dell’ultimo contratto; **la nuova assunzione riguardi le medesime mansioni già svolte nei precedenti rapporti. (Nota: I lavoratori stagionali godono di un analogo diritto di precedenza con riferimento a successive assunzioni a tempo determinato per le medesime attività stagionali, presso lo stesso datore di lavoro).
Modalità di Esercizio del Diritto di Precedenza. Il lavoratore è tenuto a manifestare per iscritto la volontà di esercitare il diritto di precedenza entro: 6 mesi dalla cessazione del contratto a tempo determinato (3 mesi in caso di lavoratori stagionali); salvo termini diversi stabiliti dalla contrattazione collettiva. In assenza di tale manifestazione o in attesa della stessa, il datore di lavoro è legittimato a procedere con nuove assunzioni o con la trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. Il diritto di precedenza si estingue in ogni caso decorso un anno dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Obblighi Informativi del Datore di Lavoro. Il datore di lavoro è tenuto (obbligato): a richiamare espressamente il diritto di precedenza nel contratto a tempo determinato; a informare i lavoratori a termine e le rappresentanze sindacali aziendali (RSA o RSU) circa i posti vacanti disponibili in azienda, secondo le modalità previste dalla contrattazione collettiva. In caso di inadempimento, il datore può essere chiamato a risarcire il danno subito dal lavoratore per la mancata assunzione.
Tutela del Lavoratore e Responsabilità del Datore. L’omesso rispetto del diritto di precedenza non è sanzionato con specifiche pene amministrative o penali. Tuttavia, il lavoratore può agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno, facendo valere la responsabilità contrattuale del datore ai sensi dell’art. 1218 c.c. (Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta e' tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento il ritardo e' stato determinato da impossibilita’ della prestazione derivante da causa a lui non imputabile). Il danno sarà quantificato in base alla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito se fosse stato assunto, fermo restando che al datore spetta l’onere di provare eventuali circostanze idonee a ridurre o escludere il risarcimento, inclusa l’eventuale negligenza del lavoratore nel reperire un’occupazione alternativa.
Precisazioni e Casistiche Particolari. La trasformazione di un contratto a termine in contratto a tempo indeterminato per un lavoratore già in forza non costituisce violazione del diritto di precedenza. In caso di più lavoratori titolari di prelazione e di disponibilità limitata di posti, il datore di lavoro è tenuto a rispettare i principi di correttezza, buona fede e non discriminazione, anche valutando eventuali titoli concorrenti (es. conversione da part-time a full-time). Il congedo obbligatorio di maternità è computato ai fini del periodo utile per maturare il diritto di precedenza. Le lavoratrici madri possono esercitare tale diritto per assunzioni a tempo determinato o indeterminato, effettuate nei 12 mesi successivi, purché relative alle stesse mansioni.
Attività Ispettiva e misure di vigilanza. Il personale ispettivo può emettere un provvedimento di disposizione immediatamente esecutivo in caso di violazioni del diritto di precedenza non sanzionate penalmente o amministrativamente, ai sensi dell’art. 14 del D.lgs. n. 124/2004 (vedi a seguire).
Approfondimento 🡪 Il provvedimento della disposizione. La disposizione è uno strumento sanzionatorio di natura amministrativa messo a disposizione dell’Ispettorato del Lavoro per contrastare le irregolarità che, pur non costituendo reato o non essendo direttamente sanzionate con una sanzione amministrativa pecuniaria, violano comunque norme in materia di lavoro o legislazione sociale. L’art. 14 del D.lgs. n. 124/2004 consente agli ispettori del lavoro di ordinare l’eliminazione di una violazione riscontrata durante un accertamento ispettivo. Il provvedimento è immediatamente esecutivo: il datore di lavoro deve adeguarsi entro un termine specificato (di solito 30 giorni). Non comporta sanzione immediata, ma se non viene rispettata, può dar luogo a sanzioni (per inottemperanza) e anche ad ulteriori controlli o diffide. La disposizione si utilizza in caso di: Violazioni non sanzionate direttamente, ma che richiedono comunque un adeguamento alla norma. Obblighi di tipo formale o documentale, ad esempio: Mancata indicazione nel contratto del diritto di precedenza (ex art. 24, comma 4, D.lgs. n. 81/2015). Omessa comunicazione a lavoratori e rappresentanze sindacali dei posti vacanti. Inadempienze in materia di informazione e trasparenza. Esempio pratico: Se un datore di lavoro non inserisce nel contratto a termine la clausola relativa al diritto di precedenza, l’ispettore non può applicare una sanzione pecuniaria diretta, ma può adottare una disposizione, ordinando l’adeguamento per i contratti futuri. Se la disposizione non viene rispetta, l’Ispettorato può adottare ulteriori provvedimenti, tra cui: Diffida accertativa (se ci sono anche crediti di lavoro). Comunicazione agli enti competenti. **Avvio di procedimenti sanzionatori per inottemperanza.
Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore.
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