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Mobbing, straining e responsabilità datoriale. Cosa deve provare davvero il lavoratore. Rispondiamo a Samanta

Gentile Samanta, abbiamo letto con attenzione la tua segnalazione e comprendiamo il

disagio che descrivi. È importante però chiarire subito un aspetto fondamentale: non ogni comportamento scorretto del datore di lavoro integra automaticamente una fattispecie di mobbing. La qualificazione giuridica corretta del problema è decisiva, sia per tutelarti efficacemente sia per evitare azioni giudiziarie prive di adeguati presupposti. Di seguito trovi un’analisi sintetica della normativa vigente sul tema, con indicazioni operative su come muoverti. Innanzitutto devi sapere che la nozione di mobbing è di elaborazione giurisprudenziale e si configura solo quando ricorrono tutti i seguenti elementi: una pluralità di comportamenti ostili (anche leciti se isolati); la loro sistematicità e durata nel tempo (sei mesi sono diventati un must); un evento dannoso (di norma alla salute psicofisica); il nesso causale tra condotte e danno e, soprattutto, un intento persecutorio unitario (elemento soggettivo).  La Corte di Cassazione ha ribadito più volte che l’elemento decisivo è proprio il disegno persecutorio (tra le altre, Cass. n. 10992/2020; Cass. n. 32018/2022).  Questo significa che un comportamento sgarbato o scorretto non basta, neppure una serie di atti illegittimi è sufficiente, se non collegati da una volontà di emarginazione o vessazione.  Secondo l’orientamento consolidato (da ultimo Cass. ord. n. 29400/2024), chi agisce per mobbing deve dimostrare: Le condotte datoriali illecite (es. demansionamento, isolamento, trasferimenti immotivati); Il danno subito (spesso certificato da una perizia medico-legale); Il nesso causale tra condotte e danno; La sistematicità delle azioni e l’intento persecutorio del datore o dei superiori. Quest’ultimo punto è il più difficile da provare. Non basta dimostrare errori o cattiva gestione: serve evidenziare che le condotte erano mirate a colpirti personalmente. Molte situazioni lavorative, pur essendo dannose, non raggiungono la soglia del mobbing. In questi casi la giurisprudenza riconosce spesso lo straining, ossia una situazione lavorativa stressogena; 

derivante anche da singoli atti o condotte non sistematiche ma comunque idonea a produrre un danno. Ecco alcuni esempi 🡪 ambiente disorganizzato, pressioni eccessive, carichi di lavoro insostenibili → non c’è intento persecutorio, ma può esserci responsabilità datoriale. 

Attenzione🡪 Anche quando non si riesce a dimostrare il mobbing, il lavoratore non resta privo di tutela. L’articolo 2087 del Codice Civile impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore. La Corte di Cassazione (Cass. ord. n. 5061/2024) ha ben chiarito che il giudice deve comunque verificare la violazione di questo obbligo, anche se il mobbing non è provato.  In questo caso non serve dimostrare l’intento persecutorio, è sufficiente provare il danno e il collegamento con l’ambiente lavorativo.  A quel punto sarà il datore di lavoro a dover dimostrare di aver adottato tutte le misure preventive possibili.


Come si ripartisce l’onere della prova.  Nel mobbing l’onere probatorio è interamente a carico del lavoratore (anche sull’intento persecutorio). Nella responsabilità ex art. 2087 c.c. il lavoratore deve provare il danno e   il nesso causale mentre il datore deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitarlo.  Questa seconda via è spesso più concreta e praticabile in giudizio.


Le indicazioni operative per il tuo caso. Gentile Samanta, sulla base di quanto esposto, ti consigliamo di documentare tutta la vicenda con e-mail, messaggi, ordini di servizio ed eventuali testimoni; acquisire la certificazione sanitaria in caso di stress o patologie (meglio una perizia medico legale); ricostruire una cronologia precisa dei fatti evitando qualificazioni affrettate (mobbing vs. altre forme di illecito) e, infine, valutare con un professionista o con il nostro team la strategia più efficace da perseguite  


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