Pensioni Istat: Nel 2067 si andrà in pensione a 70 anni. A quel tempo beato chi ci arriverà, anche in salute
- Giovanni Sartori
- 27 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min
L’invecchiamento della popolazione spinge in alto i requisiti anagrafici.
Nel 2050 l’età di vecchiaia salirà a 68 anni e 11 mesi.

L’età pensionabile continuerà a salire nei prossimi decenni, fino a toccare quota 70 anni nel 2067. È quanto emerge dalle nuove proiezioni dell’Istat, contenute nel rapporto “Previsioni delle forze di lavoro al 2050”, che fotografa l’impatto dell’invecchiamento demografico sul sistema previdenziale. Secondo le stime, già nel 2050 serviranno 68 anni e 11 mesi per accedere alla pensione di vecchiaia, quasi due anni in più rispetto ai 67 anni attuali.
La Manovra 2026 ha già previsto un primo scatto: dal 2027 l’età pensionabile salirà di un mese, con la restante parte dell’aumento rimandata al 2028. Gli adeguamenti successivi continueranno, come stabilito, ogni biennio, in base all’evoluzione della speranza di vita calcolata dall’Istat. L’aumento dei requisiti anagrafici è legato all’allungamento della vita media. Entro il 2050, secondo lo scenario mediano, la speranza di vita alla nascita raggiungerà 84,3 anni per gli uomini (oggi 81,7) e 87,8 anni per le donne (oggi 85,6).
Le stime Istat riguardano anche le pensioni anticipate, oggi fissate a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Nel 2050 serviranno rispettivamente 44 anni e 9 mesi e 43 anni e 9 mesi di versamenti.Nel 2067, il requisito contributivo salirà a 45 anni e 10 mesi per gli uomini e 44 anni e 10 mesi per le donne.
Le proiezioni confermano il trend demografico: entro il 2050, gli over 65 rappresenteranno oltre un terzo della popolazione (34,6%), contro il 24,3% del 2024.Parallelamente, la fascia d’età lavorativa (15-64 anni) scenderà al 54,3% dal 63,5% attuale.Un dato in parte compensato da un incremento del tasso di attività, trainato soprattutto dalla maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
Il nodo del futuro previdenziale. Le proiezioni Istat disegnano un futuro in cui la sostenibilità del sistema pensionistico italiano dipenderà sempre più dall’equilibrio tra occupazione, natalità e durata della vita. Un equilibrio che, se non accompagnato da politiche efficaci per l’inclusione lavorativa e il sostegno alle famiglie, rischia di rendere la pensione un traguardo sempre più lontano.




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