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Povera terra - L'argomento virale del Clima. Seconda parte

Come accennavo nel mio precedente articolo, riguardo la salvezza del nostro

pianeta, il problema più grosso da risolvere sembrerebbe essere quello del

cambiamento climatico. Vediamo quindi cosa propongono i politici, gli studiosi

e le associazioni ambientaliste e i movimenti green. Parliamo delle iniziative del

nostro vecchio continente e di chi in esso vuole imporre la decisione di come

arrestare questo cambiamento di clima.

La sig.ra Ursula von der Leyen è capitata proprio al momento giusto. Da subito

ha detto che la sua presidenza sarebbe stata orientata al green.

Non a far diminuire la disoccupazione, non a controllare l’invasione indiscriminata di

immigrati, non a combattere il terrorismo islamico, non a difendere l’economia

e l’euro, non ad abbattere la povertà in aumento; no il GREEN.

Il piano Ursula, cosa gravissima, ha avuto sin dal primo momento l’appoggio

incondizionato di tutte le associazioni ambientaliste europee.

Il Presidente della Commissione Europea ha chiarito subito che per salvare il

nostro pianeta sarebbero occorsi massicci investimenti per pale eoliche,

pannelli solari e, soprattutto, auto elettriche.

La prima cosa che mi viene in mente analizzando la documentazione della

Commissione Europea è che, per approvvigionare di energia “pulita” centri

urbani, industrie, auto, camion, navi e moto, bisognerebbe riempire tutte le

terre emerse del nostro pianeta di pale eoliche e pannelli solari.

Riflettiamo allora con serenità sul fatto che centinaia di associazioni

ambientaliste italiane ed europee, rigorosamente battenti bandiera arcobaleno,

hanno dato il loro assenso affinchè venissero impiantate migliaia di pale eoliche

e milioni di pannelli solari, distruggendo vigneti, frutteti, deturpando i nostri

monti e le nostre colline ma anche i nostri mari, come sta succedendo per il

mare del nord in Germania. Senza parlare poi del fatto che il proliferare

scellerato di auto elettriche, in mancanza del relativo aumento della produzione

elettrica green, ha portato alla necessità di produrre molta più energia con

metodi tradizionali, vanificando per anni il presunto beneficio dell’elettrico.

Se poi si guarda al futuro si scopre, con notevole preoccupazione, che le pale

eoliche, una volta divenute obsolete, abbisognano di circa due anni per essere

rimpiazzate e la loro demolizione comporterebbe enormi costi con il problema

dello smaltimento del materiale comprese le enormi basi in cemento armato

alle quali sono ancorate. Per non parlare del fatto che, cosa non prevista da

ingegneri e costruttori, le microparticelle contenute nel vento hanno già

danneggiato il settanta per cento dell’enormi pale rendendole, per ora, meno

efficaci e, tra non molto tempo, addirittura controproducenti.

Non è certo migliore la previsione riguardante i pannelli solari che hanno una

vita stimata di circa quarant’anni. Oltre allo smaltimento del materiale esterno

che li compone, bisogna tener presente che al loro interno vi sono dei gas

molto nocivi e, quindi, per essere smantellati, occorreranno degli accorgimenti

che nessuno stato europeo ha ancora studiato.


L’ultima riflessione voglio farla sulle auto elettriche. Mediamente una batteria

di questo tipo di auto pesa quattrocento chili; quelle che muoveranno gli

autotreni saranno enormi; cosa ne facciamo di questi milioni di batterie una

volta che devono essere sostituite? Se pensiamo che, in un non lontano futuro,

dovremo riciclarle e farle sparire dovremmo essere tutti molto preoccupati.

Comunque la critica è utile se poi si danno soluzioni alternative.

Quelle che mi permetto di dare io sono tre e tutte riguardanti l’energia pulita.

La prima riguarda il nucleare di ultimissima generazione. Se si esclude la

catastrofe di Chernobil, che sappiamo a chi debba essere addebitata e perchè,

gli incidenti riguardanti le centrali nucleari nelle ultime decine di anni sono stati

contenuti ed hanno causato un numero di vittime irrisorio rispetto ai morti

causati da terremoti, alluvioni, tsunami ma anche da incidenti stradali. Perché

allora non sfruttare di più questo tipo di energia pulita?

La seconda soluzione per produrre l’energia elettrica in modo pulito riguarda la

possibilità di incrementare in maniera sostanziosa la costruzione di dighe. La

diga forma una riserva di acqua che altrimenti andrebbe totalmente persa;

quest’acqua si può utilizzare in decine di modi, uno dei quali è la produzione a

costo zero di energia elettrica. Allo stesso modo una diga può calmierare le

piene dei corsi d’acqua evitando disastrose alluvioni; ma può anche diventare

un sito per il turismo “di lago”. Certo le dighe di cemento possono dare

fastidio all’occhio ambientalista; però se penso che in Europa vengono fatti

grattacieli in riva al mare e migliaia di funivie in montagna e tutto questo solo

per far divertire le persone, possiamo sicuramente sopportare di vedere il

cemento delle dighe, se questo serve per risolvere almeno in parte un

problema a carattere globale.

La mia terza soluzione riprende in parte quanto deciso dalla Commissione

Europea in questi ultimi anni. Come sta cercando di fare il nostro Governo

proporrei sì la costruzione di pannelli solari ma esclusivamente nei limiti dei siti

industriali o sui tetti di condomini ed abitazioni. Divieto assoluto di occupare

terre coltivabili o siti naturali protetti.

Concludo queste mie riflessioni affermando che sono personalmente d’accordo

con le centinaia di fisici, matematici, astrofisici, astronomi, antropologi e storici

che sostengono che l’uomo ha inciso per una piccolissima percentuale sui

cambiamenti climatici terrestri, mentre la parte più corposa di questo

fenomeno è da addebitare alla ordinaria evoluzione dei sistemi naturali

terrestri o addirittura cosmici.

Questo, chiaramente, non vuol dire che non mi trovo d’accordo con chi

sostiene che noi umani dobbiamo, comunque, fare la nostra parte e nel

migliore modo possibile.


La cosa che mi auguro è che questo improvviso e spasmodico attaccamento

alla nostra cara terra non sia solo un piano ben studiato escogitato da chi ha

potere politico per creare ricchezza per pochi a scapito di milioni di cittadini

impotenti.

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