Povera terra - L'argomento virale del Clima. Seconda parte
- Quirino Stortini
- 6 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Come accennavo nel mio precedente articolo, riguardo la salvezza del nostro
pianeta, il problema più grosso da risolvere sembrerebbe essere quello del
cambiamento climatico. Vediamo quindi cosa propongono i politici, gli studiosi
e le associazioni ambientaliste e i movimenti green. Parliamo delle iniziative del
nostro vecchio continente e di chi in esso vuole imporre la decisione di come
arrestare questo cambiamento di clima.

La sig.ra Ursula von der Leyen è capitata proprio al momento giusto. Da subito
ha detto che la sua presidenza sarebbe stata orientata al green.
Non a far diminuire la disoccupazione, non a controllare l’invasione indiscriminata di
immigrati, non a combattere il terrorismo islamico, non a difendere l’economia
e l’euro, non ad abbattere la povertà in aumento; no il GREEN.
Il piano Ursula, cosa gravissima, ha avuto sin dal primo momento l’appoggio
incondizionato di tutte le associazioni ambientaliste europee.
Il Presidente della Commissione Europea ha chiarito subito che per salvare il
nostro pianeta sarebbero occorsi massicci investimenti per pale eoliche,
pannelli solari e, soprattutto, auto elettriche.
La prima cosa che mi viene in mente analizzando la documentazione della
Commissione Europea è che, per approvvigionare di energia “pulita” centri
urbani, industrie, auto, camion, navi e moto, bisognerebbe riempire tutte le
terre emerse del nostro pianeta di pale eoliche e pannelli solari.
Riflettiamo allora con serenità sul fatto che centinaia di associazioni
ambientaliste italiane ed europee, rigorosamente battenti bandiera arcobaleno,
hanno dato il loro assenso affinchè venissero impiantate migliaia di pale eoliche
e milioni di pannelli solari, distruggendo vigneti, frutteti, deturpando i nostri
monti e le nostre colline ma anche i nostri mari, come sta succedendo per il
mare del nord in Germania. Senza parlare poi del fatto che il proliferare
scellerato di auto elettriche, in mancanza del relativo aumento della produzione
elettrica green, ha portato alla necessità di produrre molta più energia con
metodi tradizionali, vanificando per anni il presunto beneficio dell’elettrico.
Se poi si guarda al futuro si scopre, con notevole preoccupazione, che le pale
eoliche, una volta divenute obsolete, abbisognano di circa due anni per essere
rimpiazzate e la loro demolizione comporterebbe enormi costi con il problema
dello smaltimento del materiale comprese le enormi basi in cemento armato
alle quali sono ancorate. Per non parlare del fatto che, cosa non prevista da
ingegneri e costruttori, le microparticelle contenute nel vento hanno già
danneggiato il settanta per cento dell’enormi pale rendendole, per ora, meno
efficaci e, tra non molto tempo, addirittura controproducenti.
Non è certo migliore la previsione riguardante i pannelli solari che hanno una
vita stimata di circa quarant’anni. Oltre allo smaltimento del materiale esterno
che li compone, bisogna tener presente che al loro interno vi sono dei gas
molto nocivi e, quindi, per essere smantellati, occorreranno degli accorgimenti
che nessuno stato europeo ha ancora studiato.
L’ultima riflessione voglio farla sulle auto elettriche. Mediamente una batteria
di questo tipo di auto pesa quattrocento chili; quelle che muoveranno gli
autotreni saranno enormi; cosa ne facciamo di questi milioni di batterie una
volta che devono essere sostituite? Se pensiamo che, in un non lontano futuro,
dovremo riciclarle e farle sparire dovremmo essere tutti molto preoccupati.
Comunque la critica è utile se poi si danno soluzioni alternative.
Quelle che mi permetto di dare io sono tre e tutte riguardanti l’energia pulita.
La prima riguarda il nucleare di ultimissima generazione. Se si esclude la
catastrofe di Chernobil, che sappiamo a chi debba essere addebitata e perchè,
gli incidenti riguardanti le centrali nucleari nelle ultime decine di anni sono stati
contenuti ed hanno causato un numero di vittime irrisorio rispetto ai morti
causati da terremoti, alluvioni, tsunami ma anche da incidenti stradali. Perché
allora non sfruttare di più questo tipo di energia pulita?
La seconda soluzione per produrre l’energia elettrica in modo pulito riguarda la
possibilità di incrementare in maniera sostanziosa la costruzione di dighe. La
diga forma una riserva di acqua che altrimenti andrebbe totalmente persa;
quest’acqua si può utilizzare in decine di modi, uno dei quali è la produzione a
costo zero di energia elettrica. Allo stesso modo una diga può calmierare le
piene dei corsi d’acqua evitando disastrose alluvioni; ma può anche diventare
un sito per il turismo “di lago”. Certo le dighe di cemento possono dare
fastidio all’occhio ambientalista; però se penso che in Europa vengono fatti
grattacieli in riva al mare e migliaia di funivie in montagna e tutto questo solo
per far divertire le persone, possiamo sicuramente sopportare di vedere il
cemento delle dighe, se questo serve per risolvere almeno in parte un
problema a carattere globale.
La mia terza soluzione riprende in parte quanto deciso dalla Commissione
Europea in questi ultimi anni. Come sta cercando di fare il nostro Governo
proporrei sì la costruzione di pannelli solari ma esclusivamente nei limiti dei siti
industriali o sui tetti di condomini ed abitazioni. Divieto assoluto di occupare
terre coltivabili o siti naturali protetti.
Concludo queste mie riflessioni affermando che sono personalmente d’accordo
con le centinaia di fisici, matematici, astrofisici, astronomi, antropologi e storici
che sostengono che l’uomo ha inciso per una piccolissima percentuale sui
cambiamenti climatici terrestri, mentre la parte più corposa di questo
fenomeno è da addebitare alla ordinaria evoluzione dei sistemi naturali
terrestri o addirittura cosmici.
Questo, chiaramente, non vuol dire che non mi trovo d’accordo con chi
sostiene che noi umani dobbiamo, comunque, fare la nostra parte e nel
migliore modo possibile.
La cosa che mi auguro è che questo improvviso e spasmodico attaccamento
alla nostra cara terra non sia solo un piano ben studiato escogitato da chi ha
potere politico per creare ricchezza per pochi a scapito di milioni di cittadini
impotenti.




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