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Procedimento disciplinare. Se il capo cerca di consegnarti la lettera di contestazione brevi manu, non rifiutarla.  Ecco perché 

Ai sensi dell’art. 7 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei Lavoratori), l’irrogazione di qualsiasi sanzione disciplinare è subordinata all’obbligo, in capo al datore di lavoro, di contestare previamente e per iscritto al lavoratore l’addebito, con indicazione chiara e specifica dei fatti. Al lavoratore deve inoltre essere concesso un termine non inferiore a cinque giorni per l’esercizio del diritto di difesa, anche mediante audizione personale se richiesta.




 In presenza di un rifiuto da parte del lavoratore di ricevere la contestazione disciplinare, la giurisprudenza ha espresso orientamenti divergenti in ordine alla validità della comunicazione. L’orientamento maggioritario equipara il rifiuto alla ricezione. Secondo la giurisprudenza prevalente della Corte di Cassazione (ex multis, Cass. civ., sez. lav., n. 26390/2008), il rifiuto ingiustificato del lavoratore di ricevere la contestazione non impedisce il perfezionamento della comunicazione. Si applica, per analogia, il principio di presunzione legale di conoscenza ex art. 1335 c.c., secondo cui l’atto si presume conosciuto nel momento in cui giunge nella sfera di disponibilità del destinatario. La responsabilità dell’omessa conoscenza ricade, in tal caso, sul lavoratore. C’è poi l’orientamento garantista: che declina per la necessità del tentativo di lettura. Si tratta di un orientamento più rigoroso e volto a rafforzare le garanzie difensive del lavoratore, recentemente sostenuto dal Tribunale di Catania (sent. n. 2707/2025).  Secondo tale impostazione, in presenza di un rifiuto, la contestazione disciplinare può ritenersi validamente comunicata solo se il datore di lavoro dimostra di aver dato lettura del contenuto dell’atto, ovvero almeno di aver tentato di farlo. L’omissione di tale adempimento comporta la violazione del diritto di difesa e l’illegittimità dell’intero procedimento disciplinare. Nel caso oggetto della pronuncia citata, la sanzione disciplinare (una multa) è stata annullata poiché il datore di lavoro, pur avendo dedotto il tentativo di lettura della contestazione, non ha fornito la relativa prova in giudizio. Il Giudice ha ritenuto che, in assenza di prova della comunicazione effettiva del contenuto, il lavoratore non fosse stato posto nella condizione di esercitare utilmente il proprio diritto di difesa, con conseguente invalidità della sanzione. 


Gli obblighi probatori del datore di lavoro. Anche prescindendo dall’orientamento giurisprudenziale adottato, secondo il Tribunale di Catania, il datore di lavoro è onerato della prova non solo dell’avvenuta comunicazione, ma anche del contenuto della lettera rifiutata. A tal fine, la prassi suggerita consiste: nel tentativo di consegna manuale della lettera di contestazione; nel dare lettura ad alta voce del contenuto in caso di rifiuto; **nel redigere apposita annotazione in calce al documento, sottoscritta da un testimone, attestante l’avvenuto rifiuto e il tentativo di lettura (es. “In data odierna, la presente è stata consegnata a mano e rifiutata. Si è proceduto a darne lettura alla presenza del Sig. Rossi, che sottoscrive”). Tale procedura consente al datore di lavoro di “cristallizzare” sia l’avvenuta comunicazione sia il contenuto dell’atto, prevenendo future contestazioni.


La decorrenza del termine per le giustificazioni. Il termine di cinque giorni (o quello superiore previsti dalla contrattazione collettiva o individuale) per l’esercizio del diritto di difesa decorre: secondo l’orientamento prevalente, dalla data del rifiuto della consegna; secondo l’orientamento garantista, dal momento in cui il lavoratore ha avuto, o avrebbe potuto avere, effettiva conoscenza del contenuto dell’atto, purché sia stato posto in grado di comprenderlo (lettura o tentativo di lettura).


Il nostro consiglio. Non affidare la tua sorte alla fortuna; se temi qualche strano raggiro pretendi solo che il documento ti sia consegnato alla presenza del tuo rappresentante sindacale di fiducia, ma…  è sempre meglio riceverlo



Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore. 


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