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Roberto (un bancario) va in ferie e lo stipendio si riduce. Lui avrebbe qualcosa da ridire all’ufficio paghe e … vorrebbe capire 

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Dalla sanità alle banche, dall'industria al commercio, se un'indennità è una componente abituale e significativa dello stipendio, va riconosciuta (pagata) anche durante le ferie. Inizia così la nostra risposta a Roberto, nostro affezionato lettore. Roberto lavora in banca e solleva una questione che riguarda molti dipendenti: Quando andiamo in ferie, ci scrive, abbiamo diritto a conservare le componenti abituali della retribuzione? La risposta dipende dalla natura delle somme e dalle circostanze concrete. Un principio, però, è chiaro: le ferie non devono comportare una perdita economica tale da scoraggiare il lavoratore dal goderne. A ribadirlo è anche e recentemente il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con la sentenza dell'11 settembre 2026, n. 1373. Una decisione che riguarda due infermieri, ma offre indicazioni utili anche a bancari, metalmeccanici, addetti alla logistica, lavoratori del commercio e dipendenti pubblici e privati.


Questa volta si tratta di due infermieri a tempo indeterminato, impiegati rispettivamente in rianimazione e neurologia, con turni distribuiti sulle 24 ore e un orario settimanale di 36 ore. Durante il servizio ricevevano regolarmente un'indennità di turno e un'indennità collegata all'attività svolta in reparti particolarmente delicati. Durante le ferie, tuttavia, le due indennità non venivano conteggiate nella retribuzione giornaliera, con la conseguenza che i due infermieri percepivano una paga meno apprezzata rispetto a quanto avrebbero ottenuto restando in servizio. Da qui parte la causa all’azienda sanitaria che si conclude con una vittoria ben motivata e il riconoscimento ad un infermiere di 1.025,33 euro e all'altro di 733,18 euro, oltre agli interessi legali. Non solo (e questo è molto importante), il giudice ha dichiarato nulle le clausole del contratto collettivo che escludevano quelle indennità dal calcolo della retribuzione feriale, ritenendo che, nelle circostanze esaminate, tale esclusione fosse incompatibile con il diritto a ferie annuali effettivamente retribuite.

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Le ferie devono garantire una retribuzione adeguata. Il diritto alle ferie annuali retribuite è tutelato dall'articolo 36 della Costituzione, dall'articolo 2109 del Codice civile e dall'articolo 10 del D.lgs. n. 66/2003. A livello europeo, è garantito dall'articolo 31 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dall'articolo 7 della direttiva 2003/88/CE. La Corte di giustizia dell'Unione europea, con la sentenza del 15 settembre 2011, causa C-155/10, ha chiarito che durante le ferie il lavoratore deve conservare una retribuzione ordinaria adeguata. Questo orientamento è stato recepito dalla Cassazione, tra l'altro con la sentenza n. 13425 del 17 maggio 2019. Di conseguenza, la paga feriale non comprende necessariamente soltanto lo stipendio base: può includere anche indennità che costituiscono una componente abituale della remunerazione. Non significa, però, che ogni voce della busta paga debba essere riconosciuta anche durante le ferie. Occorre distinguere le componenti ordinarie dai rimborsi spese e dai compensi strettamente legati a prestazioni occasionali o non svolte durante il riposo.


Le tre condizioni da verificare. Per stabilire se un'indennità debba essere inclusa nella retribuzione feriale, occorre valutare tre elementi. 1. Il collegamento con il lavoro.  L'indennità deve essere legata alle mansioni svolte dal dipendente, alle modalità con cui lavora oppure a particolari responsabilità o condizioni professionali. Per esempio, può trattarsi di una somma riconosciuta per il lavoro su turni, per prestazioni notturne abituali, per attività particolarmente impegnative o per specifiche responsabilità. In questi casi, bisogna verificare se l'indennità costituisca una componente ordinaria della retribuzione e compensi caratteristiche ricorrenti del lavoro svolto. Se è così, il fatto che durante le ferie il dipendente non svolga materialmente quelle mansioni non basta, da solo, a giustificarne l'esclusione dalla paga feriale. Diverso è il caso di un rimborso spese o di un compenso legato esclusivamente a una prestazione occasionale: la sua inclusione non è automatica. 2. La continuità del pagamento. L'indennità deve essere corrisposta regolarmente, o comunque non in modo meramente occasionale. La frequenza con cui compare in busta paga è un elemento importante. 3. La rilevanza economica. L'esclusione deve poter determinare una perdita significativa, potenzialmente capace di dissuadere il lavoratore dal prendere le ferie. Nel caso esaminato, il Tribunale ha rilevato una riduzione di almeno il 10% della retribuzione giornaliera. Ha inoltre richiamato l'ordinanza della Cassazione n. 17495/2025, relativa a una riduzione del 6%, ritenuta non necessariamente troppo modesta per produrre un effetto dissuasivo. Attenzione🡪 Non esiste una soglia percentuale valida automaticamente per ogni situazione: l'incidenza economica va valutata caso per caso. Non occorre neppure dimostrare di aver effettivamente rinunciato alle ferie; è sufficiente che la perdita possa scoraggiarne la fruizione.


Roberto, il principio può riguardare anche i bancari Il fatto che tu lavori in banca non ti esclude da queste tutele. Il principio europeo riguarda il diritto alle ferie retribuite dei lavoratori dipendenti, non soltanto una particolare categoria professionale. Nel settore bancario, in relazione alle mansioni e all'organizzazione del lavoro, possono meritare una verifica le indennità legate a turni, fasce orarie particolari, responsabilità o specifiche condizioni lavorative, quando siano abituali e abbiano un'incidenza economica significativa.

A proposito del CCNL  di riferimento la domanda da porsi non è se il contratto collettivo preveda l'esclusione, ma se tale esclusione sia compatibile con le garanzie legali ed europee.


Come controllare la propria busta paga. Per capire se esiste una possibile differenza retributiva, è necessario confrontare le buste paga dei mesi lavorati con quelle dei periodi di ferie; individuare le indennità abituali che vengono escluse o ridotte; verificare a che cosa sono collegate e con quale frequenza vengono pagate; calcolare l'incidenza della loro esclusione sulla retribuzione feriale e controllare il contratto collettivo applicabile. Un'eventuale richiesta di arretrati richiede inoltre di verificare i conteggi, la disciplina applicabile e i termini di prescrizione.




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