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Autovelox: i controlli che ti conviene fare per sapere se puoi salvarti dal pagare una multa salata

Dovete sapere che sono entrate in vigore importanti modifiche riguardanti l’utilizzo dei dispositivi per il rilevamento della velocità (autovelox) da parte degli enti locali. Le norme mirano a garantire trasparenza, uniformità e legittimità nei controlli, riducendo i margini di

ricorso da parte degli automobilisti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha aperto, il 30 settembre 2025, una piattaforma telematica in cui gli enti devono comunicare i dati relativi a ogni dispositivo di rilevamento della velocità (marca, modello, versione, matricola, estremi del decreto di approvazione o omologazione). Il decreto direttoriale n. 305 del 18 agosto 2025 stabilisce che la comunicazione dei dati costituisce condizione necessaria per l’utilizzo legittimo dei dispositivi.


Il 28 novembre 2025 è stato pubblicato l’elenco ufficiale dei dispositivi censiti sul portale MIT, aprendo la consultazione pubblica. La legge n. 105/2025 (conversione del decreto legge n. 73/2025) ha introdotto l’art. 5, comma 3-bis, che obbliga le amministrazioni a trasmettere i dati al MIT per poter continuare a utilizzare gli autovelox.


Cosa significa tutto ciò per le multe? Solo gli apparecchi registrati nella piattaforma del MIT possono essere utilizzati legittimamente per elevare sanzioni.

Se un autovelox non risulta censito, il verbale può essere impugnato.

Attenzione, però🡪 La riforma non ha effetto retroattivo: le multe precedenti alla data di entrata in piena operatività del sistema restano valide. (Questo punto era già citato nel testo iniziale).

Resta il nodo della omologazione vs approvazione: Secondo l’art. 142 del Codice della Strada, le risultanze degli strumenti sono prova valida solo se provenienti da apparecchiature “debitamente omologate”. Alcune fonti indicano che il decreto in via di definizione avrebbe previsto che i dispositivi approvati dopo il 13 giugno 2017 fossero considerati omologati d’ufficio. Tuttavia, secondo analisti della materia, le cose non stanno proprio così . 


Cosa devono fare gli enti locali. Ogni Comune, Provincia, Regione e forza dell’ordine deve inserire nella piattaforma telematica del MIT i dati dei dispositivi in uso: marca, modello, versione, numero di serie, estremi di approvazione/omologazione, localizzazione, direzione di marcia, tipo (fisso, mobile, permanente, temporaneo). Ogni variazione — ad esempio sostituzione del dispositivo, diversa versione del software, dismissione — deve essere comunicata tempestivamente. Gli enti che non provvedono rischiano di vedere i dispositivi non più utilizzabili ai fini sanzionatori, con possibili ricadute anche di responsabilità per l’ente stesso se persistono sanzioni elevate con strumenti non conformi. 


Cosa fare se ricevi una multa da autovelox ** Controlla se l’autovelox è registrato nell’elenco ufficiale del MIT Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha creato una banca dati pubblica degli autovelox utilizzabili. L’autovelox che ti ha multato deve risultare regolarmente registrato. Cosa verificare: marca e modello del dispositivo, numero di serie

posizione esatta e direzione di rilevamento, tipo di strumento (fisso, mobile, temporaneo…)

Se il dispositivo non risulta registrato, la sanzione può essere contestata.  Verifica che l’autovelox sia omologato o comunque conforme alla normativa. La giurisprudenza richiede che gli strumenti siano debitamente omologati per produrre prove valide.Se nel verbale compare solo un riferimento ad “approvazione”, senza omologazione, è un elemento che può dare fondamento al ricorso. Controlla sul verbale: estremi del decreto di omologazione, riferimento normativo chiaro e completo Esamina il verbale in ogni sua parte. Il verbale deve contenere informazioni precise e obbligatorie. L’assenza di uno di questi elementi può rendere la multa annullabile. Elementi da controllare: data, ora e luogo esatto dell’infrazione, limite di velocità vigente nel punto del rilevamento. indicazione chiara dell’apparecchio utilizzato, foto o documentazione tecnica, data di notifica della multa Controlla la segnaletica presente nel punto dell’infrazione. Ogni autovelox fisso deve essere preannunciato da un cartello ben visibile. Se la segnaletica è assente, coperta, poco visibile o distante dal dispositivo in modo scorretto, la multa può essere contestata. Quando la multa può essere contestata. Un ricorso può essere fondato se: il dispositivo non è registrato sul portale MIT manca l’omologazione o il riferimento è incompleto la postazione non è segnalata correttamente il verbale presenta errori o omissioni il limite imposto non è adeguato o non è stato indicato con chiarezza. Come presentare un ricorso

Hai due possibilità: Ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica (gratuito). Può annullare la multa o raddoppiare la sanzione se confermata Ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni. Prevede un contributo unificato, permette di esporre direttamente le proprie argomentazioni. In entrambi i casi è necessario allegare: copia del verbale; prova della mancata registrazione o delle anomalie rilevate; eventuali foto o documenti utili


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