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Cure mediche all’estero: quando hai diritto al rimborso e come ottenerlo davvero. Procedure e criticità operative

Ogni anno migliaia di italiani si recano all’estero per motivi di salute: può trattarsi di un imprevisto durante una vacanza, oppure della scelta consapevole di affidarsi a una

struttura straniera altamente specializzata. Quello che molti non sanno è che, in tanti casi, queste spese possono essere rimborsate, almeno in parte, dal Servizio Sanitario Nazionale. Per capire quando questo è possibile, bisogna sapere che oggi esistono regole europee precise che permettono ai cittadini di ricevere cure anche fuori dall’Italia senza perdere le tutele sanitarie.


Il principio generale🡪  Se sei assicurato al Servizio Sanitario Nazionale, puoi accedere alle cure mediche all'estero (in altri Paesi europei). Questo diritto deriva dalla normativa dell’Unione Europea ed è stato recepito in Italia con il decreto legislativo n. 38 del 2014. Attenzione però: non tutte le situazioni sono uguali. Le regole cambiano a seconda che si tratti di cure improvvise (ad esempio durante una vacanza), o cure programmate (decise prima della partenza).  Capire questa differenza è essenziale per non perdere il diritto al rimborso.


Sono all’estero e ho bisogno di cure urgenti. Se ti trovi all’estero per un soggiorno temporaneo – vacanza, studio o lavoro breve – e hai un problema di salute improvviso, puoi usare la TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia), cioè il retro della tessera sanitaria. Con questa tessera puoi rivolgerti a strutture pubbliche o convenzionate del Paese in cui ti trovi, ricevere le cure necessarie e pagare solo l’eventuale ticket previsto in quel Paese, proprio come farebbe un cittadino locale.  Non si tratta di un rimborso vero e proprio: in questo caso, infatti, il sistema funziona “alla pari”, cioè ti vengono applicate direttamente le condizioni del Paese ospitante.


Decido di curarmi all’estero volontariamente. Le cose cambiano quando scegli di andare all’estero apposta per curarti. Qui entrano in gioco due diverse possibilità. 1) Chiedere l’autorizzazione prima di partire. Se la prestazione è prevista dal Servizio Sanitario Nazionale (cioè rientra nei LEA -Livelli Essenziali di Assistenza-  ovvero  l’insieme delle prestazioni e dei servizi sanitari che il Servizio Sanitario Nazionale è obbligato a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o con pagamento del ticket) ma in Italia non è disponibile in tempi adeguati rispetto alla tua situazione clinica, puoi chiedere alla tua ASL un’autorizzazione preventiva (il cosiddetto modello S2, ex E112). Se l’autorizzazione viene concessa la prestazione viene pagata direttamente tra i sistemi sanitari🡪 il fruitore del servizio paga solo gli eventuali ticket locali. Questo è il sistema più tutelante per il paziente, ma richiede una valutazione preventiva. 2. Andare all’estero senza autorizzazione e chiedere il rimborso dopo. In alternativa, puoi decidere di curarti all’estero senza chiedere prima il permesso. In questo caso il fruitore paga tutto di tasca sua e al rientro chiede il rimborso alla ASL🡪 Attenzione però 🡪  c’è un limite importante, la prestazione verrà rimborsata solo fino al costo che quella stessa prestazione avrebbe in Italia. Esempio: se all’estero spendi 80 euro e in Italia costerebbe 100 → ti rimborsano 80; se all’estero spendi 120 e in Italia costerebbe 100 → ti rimborsano solo 100. Per alcune prestazioni più complesse (ricoveri, cure altamente specialistiche) può essere richiesta comunque un’autorizzazione preventiva.


Il rimborso. Per ottenere il rimborso è fondamentale conservare tutta la documentazione, fin dal momento in cui si ricevono le cure. In particolare: fatture originali, ricevute di pagamento, certificazione medica ed eventuale prescrizione.  La domanda va presentata alla propria ASL. Le modalità precise possono cambiare da Regione a Regione, ed è proprio qui che spesso nascono difficoltà pratiche e ritardi.


Attenzione: Fuori dall’Europa cambia tutto. Le regole viste fin qui valgono solo nei Paesi dell’Unione Europea, nello Spazio Economico Europeo e in Svizzera. Negli altri Paesi, in generale: la tessera sanitaria non vale; il Servizio Sanitario Nazionale non rimborsa le spese (salvo casi molto particolari).  Per questo motivo, quando si viaggia fuori dall’Europa, è fortemente consigliato stipulare un’assicurazione sanitaria privata prima della partenza.


La detrazione fiscale.  Quando il rimborso delle spese sanitarie è parziale, la differenza può essere recuperata, almeno in parte, nella dichiarazione dei redditi. Infatti le spese residue sono detraibili al 19% con una franchigia di 129,11 euro. 


Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore. 


  • puoi chiamarci: Linea mobile 351-6688108

contattarci via e-mail: azionesindacale.fvg@gmail.com 


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