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Dal 2027 aumenta il costo per le aziende che non rispettano l'obbligo di assumere lavoratori con disabilità. Un messaggio ai sindacalisti “Ninna nanna”

2 giorni fa
Tempo di lettura: 5 min

Dal 1° gennaio 2027 aumentano gli importi previsti dalla legge per le aziende che non rispettano l'obbligo di assumere lavoratori con disabilità. Il contributo per ottenere l'esonero passa da 39,21 a 44,32 euro per ogni giornata lavorativa e per ogni lavoratore con disabilità non assunto. Aumenta anche la sanzione per chi non copre la quota obbligatoria: passa da 196,05 a 221,60 euro al giorno, sempre per ogni lavoratore con disabilità non assunto. Ma c'è un punto che deve essere molto chiaro: pagare la sanzione non permette all'azienda di evitare l'assunzione. Se l'azienda è obbligata ad assumere e non lo fa, può essere sanzionata, ma l'obbligo di assumere rimane.


Chi deve assumere lavoratori con disabilità. In generale, l'obbligo scatta per le aziende che hanno almeno 15 dipendenti, secondo le regole stabilite dalla legge n. 68/1999. La quota è: 1 lavoratore nelle aziende da 15 a 35 dipendenti; 2 lavoratori nelle aziende da 36 a 50 dipendenti; il 7% dei lavoratori nelle aziende con più di 50 dipendenti. Attenzione però: per stabilire il numero esatto non si devono semplicemente contare tutti i dipendenti. La legge stabilisce quali lavoratori devono essere conteggiati e quali possono essere esclusi.

Per questo, quando il sindacato controlla un'azienda, la prima domanda dovrebbe essere: "Come avete calcolato il numero di lavoratori che determina la quota obbligatoria?" La risposta dovrebbe essere verificabile attraverso la documentazione aziendale. La legge n. 68/1999 disciplina infatti in modo preciso sia le persone che devono essere tutelate sia le regole per determinare la quota. 


Quando nasce l'obbligo, l'azienda deve attivarsi per assumere i lavoratori con disabilità attraverso le procedure previste dalla legge. Se trascorrono 60 giorni dalla nascita dell'obbligo e la quota rimane scoperta per responsabilità dell'azienda, scatta la sanzione prevista dalla legge. Questo significa che ci sono due ipotesi diverse: 1. l'obbligo di assumere; 2. la sanzione per non averlo rispettato. La seconda non cancella la prima. Quindi un'azienda non può dire: "Non abbiamo assunto, ma paghiamo la sanzione e siamo a posto." Non è così.


Quando l'azienda può essere esonerata. La legge prevede alcuni casi nei quali l'azienda può essere esonerata, in tutto o in parte, dall'obbligo. Non basta però dire che è difficile trovare lavoratori con disabilità o che determinate mansioni sono complicate da svolgere. L'esonero è possibile soltanto quando ricorrono le condizioni previste dalla legge. Una situazione particolare riguarda le aziende che impiegano lavoratori in attività considerate ad alto rischio, per le quali viene pagato un premio INAIL pari o superiore al 60 per mille. In questo caso il datore di lavoro può, per i lavoratori interessati da queste attività, utilizzare l'esonero autocertificato, ma deve pagare un contributo al Fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità. È una possibilità prevista espressamente dall'articolo 5, comma 3-bis, della legge n. 68/1999. Quindi, anche in questo caso: l'esonero non è gratuito e non è automatico.


Quanto costerà dal 1° gennaio 2027



Fino al 2026

Dal 2027

Contributo per l'esonero

€ 39,21

€ 44,32 al giorno

Sanzione per la mancata assunzione

€ 196,05

€ 221,60 al giorno


Per esempio, se un'azienda rimane scoperta per un lavoratore per 250 giornate lavorative, la sola sanzione, sulla base del nuovo importo, sarebbe: 221,60 × 250 = 55.400 euro. È solo un esempio di calcolo: la sanzione viene applicata in base ai giorni effettivi di scopertura e al numero di lavoratori mancanti.


Come funziona l'esonero. Dal 1° ottobre 2024 è cambiato il sistema per pagare il contributo relativo all'esonero autocertificato. La procedura è telematica e il pagamento avviene tramite PagoPA. Il Ministero del Lavoro conferma che la nuova procedura è operativa dal 3 ottobre 2024. L'azienda deve indicare, tra le altre cose, i lavoratori interessati e la quota per la quale chiede l'esonero. Se la quota cambia, l'autocertificazione deve essere aggiornata entro 60 giorni dalla variazione. Se invece l'azienda non paga il contributo dovuto, perde il diritto a utilizzare l'esonero e deve procedere con la richiesta di assunzione dei lavoratori con disabilità nei termini previsti dalla legge. Questo è un altro controllo importante per il sindacato: se l'azienda dice di essere esonerata, bisogna verificare che l'esonero esista davvero e che i relativi pagamenti siano stati effettuati. Cosa dovrebbe controllare il sindacato. Il controllo può essere fatto in modo molto semplice. Il sindacato dovrebbe chiedere all'azienda: 1. Quanti lavoratori avete? 2. Quanti lavoratori devono essere assunti in base alla legge n. 68/1999? 3. Quanti lavoratori con disabilità risultano già assunti e conteggiati? 4. Da quanto tempo esiste, eventualmente, una scopertura? 5. Avete già chiesto l'assunzione di lavoratori con disabilità attraverso i servizi competenti? 6. Avete una convenzione con i servizi per il collocamento mirato? 7. Sostenete di essere esonerati? Se sì, per quale motivo? 8. Avete presentato l'autocertificazione prevista dalla legge? 9. Avete pagato regolarmente il contributo per l'esonero? 10. Ci sono stati cambiamenti nell'organico che hanno modificato il numero di lavoratori da assumere? Sono domande semplici, ma permettono di capire rapidamente se la situazione dell'azienda è regolare.


Attenzione ai cambiamenti dell'organico. La situazione può cambiare quando aumentano o diminuiscono i dipendenti. Anche il caso di un lavoratore che diventa disabile durante il rapporto di lavoro deve essere valutato secondo le regole specifiche della legge. Per questo non è sufficiente guardare soltanto il numero dei dipendenti presenti oggi. Occorre capire come l'azienda è arrivata a determinare la propria quota obbligatoria.


"Categorie protette" non significa sempre la stessa cosa.  Nel linguaggio comune si parla spesso di "categorie protette" in modo generico.  La legge n. 68/1999 distingue però tra le persone con disabilità alle quali si riferisce l'articolo 1 e altre categorie alle quali l'articolo 18 riconosce una diversa quota di riserva. Non sono la stessa cosa e le relative regole non devono essere confuse. Quando si controlla un'azienda bisogna quindi prima capire quale obbligo si sta verificando. La cosa più importante da ricordare. Dal 1° gennaio 2027 la mancata copertura della quota sarà più costosa: 44,32 euro al giorno per ogni lavoratore per il quale viene utilizzato l'esonero; 221,60 euro al giorno per ogni lavoratore che l'azienda avrebbe dovuto assumere e non ha assunto, quando la scopertura è imputabile al datore di lavoro. Ma il punto fondamentale rimane questo🡪 la sanzione non sostituisce l'assunzione. Se un'azienda ha l'obbligo di assumere, deve rispettarlo. Può utilizzare l'esonero soltanto quando la legge lo permette e seguendo le procedure previste.

Per il sindacato, quindi, non basta chiedere: "L'azienda ha pagato la sanzione?" La domanda giusta è: "L'azienda sta rispettando la legge n. 68/1999?" Per rispondere bisogna controllare il numero dei dipendenti, la quota obbligatoria, le assunzioni effettuate, eventuali esoneri, le relative autocertificazioni e i pagamenti. La legge n. 68/1999 non nasce per permettere alle aziende di pagare per non assumere. Nasce per garantire alle persone con disabilità una reale possibilità di entrare e rimanere nel mondo del lavoro attraverso il collocamento mirato.


Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore. 

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