Fringe benefit e welfare aziendale: nella Manovra 2026 raddoppiano le soglie di esenzione fino a 4.000 euro
- Ennio De Luca
- 27 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
La bozza della Legge di Bilancio 2026 conferma la volontà del Governo di potenziare il welfare aziendale come strumento di politica retributiva e di sostegno ai redditi da lavoro dipendente.

Il nuovo intervento si muove lungo due direttrici: raddoppio delle soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit; rafforzamento del regime agevolato sui premi di produttività, in un’ottica di maggiore integrazione tra retribuzione e benessere organizzativo. L’obiettivo politico-economico è duplice: alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi e incentivare le imprese ad adottare modelli retributivi flessibili e orientati alla retention del personale.
Natura e funzione dei fringe benefit. I fringe benefit costituiscono una componente non monetaria della retribuzione, riconducibile all’art. 51, comma 3, TUIR (D.P.R. 917/1986), che disciplina i beni e servizi concessi dal datore di lavoro ai dipendenti a titolo di compenso in natura. Rientrano in tale categoria, a titolo esemplificativo: autoveicoli aziendali ad uso promiscuo; buoni pasto o voucher carburante; rimborsi per utenze domestiche o canoni di locazione; polizze assicurative o sanitarie; servizi di assistenza familiare, educativa o ricreativa. Il vantaggio per il lavoratore è duplice: incremento del potere d’acquisto e totale esenzione, entro i limiti di legge, da IRPEF e contributi previdenziali. **Per il datore di lavoro, i benefit rappresentano una leva di welfare contrattuale e uno strumento di ottimizzazione del costo del lavoro.
Il regime vigente e la disciplina transitoria. Attualmente, in base alla Legge di Bilancio 2025, sono esenti da imposte e contributi i fringe benefit fino a: 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori dipendenti; 2.000 euro annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico. Entro tali soglie, l’esenzione si applica anche ai rimborsi per spese domestiche (utenze di luce, gas, acqua, canoni di locazione o mutui sulla prima casa).Resta ferma la regola secondo cui, in caso di superamento anche minimo del limite, l’intero valore dei benefit diviene imponibile.
Le novità della Manovra 2026: soglie raddoppiate e nuove finalità. La bozza della Manovra 2026 prevede un raddoppio delle soglie di esenzione dei fringe benefit: 2.000 euro annui per tutti i lavoratori dipendenti; 4.000 euro annui per i dipendenti con figli a carico. L’ampliamento dei limiti mira a:** rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori in un contesto inflattivo ancora elevato; favorire la diffusione del welfare aziendale anche tra le piccole e medie imprese, finora meno coinvolte; strutturare in via permanente uno strumento introdotto inizialmente in chiave emergenziale. Sul piano sistemico, la misura si inserisce nel processo di welfarizzazione del rapporto di lavoro, coerente con i principi dell’art. 36 Cost. e con la funzione promozionale attribuita alla contrattazione collettiva in materia di trattamenti accessori.
Premi di produttività e conversione in welfare. Parallelamente, la Manovra introduce un rafforzamento del regime agevolato per i premi di produttività. Resta confermata, fino al 2027, l’imposta sostitutiva del 5% sui premi erogati ai lavoratori con reddito annuo non superiore a 80.000 euro, ma il Governo valuta un innalzamento del tetto massimo di importo agevolabile. L’elemento di maggiore rilievo, tuttavia, riguarda la facoltà di conversione del premio in servizi di welfare aziendale. In tal caso, l’importo trasformato non concorre a formare reddito imponibile e non è soggetto a contribuzione, realizzando un vantaggio fiscale integrale per il dipendente e un risparmio contributivo per l’impresa.
Questo meccanismo di “welfarizzazione del premio di risultato” è ormai divenuto uno strumento strutturale di politica retributiva, capace di coniugare produttività, partecipazione e sostenibilità economica.
Profili fiscali e attenzioni operative. Il carattere rigido delle soglie di esenzione impone alle imprese una gestione puntuale dei benefit. Il superamento anche di un solo euro comporta l’imponibilità dell’intero valore, con riflessi su IRPEF, contributi e adempimenti dichiarativi. Appare quindi opportuno dotarsi di strumenti digitali di monitoraggio e contabilizzazione dei benefit erogati, integrati con i sistemi di payroll, per garantire il rispetto dei limiti fiscali. Inoltre, l’eventuale estensione dei fringe benefit a nuove categorie di beni o servizi dovrà essere coordinata con la disciplina sugli aiuti di Stato e con le regole di neutralità concorrenziale previste dal diritto dell’Unione.
Considerazioni conclusive. La Manovra 2026 conferma una linea di continuità e rafforzamento del welfare aziendale come strumento di politica del lavoro e fiscale.L’aumento delle soglie esenti e la possibilità di welfarizzare i premi di risultato consolidano la centralità del reddito non monetario nella struttura retributiva contemporanea, spostando il baricentro del rapporto di lavoro verso un modello di reciprocità e benessere organizzativo.




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