Gestione dei turni di lavoro con l’intelligenza artificiale: efficienza, diritti e limiti normativi
- azionesindacalefvg
- 25 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
La gestione dei turni di lavoro è sempre più influenzata dall’evoluzione tecnologica. Intelligenza artificiale (IA), cloud computing, Internet of Things (IoT) e blockchain stanno trasformando le dinamiche organizzative, offrendo vantaggi operativi significativi ma anche ponendo nuove sfide sul piano giuridico e della tutela dei lavoratori.

Intelligenza artificiale e ottimizzazione dei turni: L’intelligenza artificiale consente di elaborare pianificazioni predittive dei turni, basate su analisi di big data (flussi di lavoro, stagionalità, performance). Il risultato è un’organizzazione più efficiente, adattiva e meno soggetta a errori. Questo (forse) è tecnicamente vero ma è anche vero che l’automazione non può operare al di fuori del perimetro normativo. Le soluzioni basate su algoritmi devono rispettare, cosa di non poco conto, il D.lgs. 66/2003 (orario di lavoro, riposi, turnazioni); i contratti collettivi di settore, possono prevedere preferenze o criteri specifici; il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), in particolare per quanto riguarda le decisioni automatizzate (art. 22), ci ricorda che non si possono produrre effetti giuridici rilevanti senza un intervento umano. È dunque indispensabile prevedere meccanismi di controllo, trasparenza e contestabilità, garantendo sempre la possibilità di un riesame umano.
Cloud computing: accessibilità e sicurezza dei dati. Le piattaforme cloud per la gestione dei turni consentono un accesso centralizzato, immediato e condiviso alle informazioni da parte di lavoratori e responsabili. Facilitano la gestione delle presenze, dei cambi turno e delle assenze, migliorando la reattività organizzativa. Tuttavia, anche il questo caso, il trattamento dei dati deve rispettare gli obblighi del GDPR: Il datore di lavoro, titolare del trattamento, deve garantire misure di sicurezza adeguate (art. 32 GDPR); I fornitori cloud devono agire come responsabili del trattamento, tramite contratti conformi all’art. 28 GDPR.
IoT e controllo dei turni: (Quando parliamo di controllo dei turni di lavoro usando l’IoT -Internet of Things-, ci riferiamo all’uso di dispositivi per monitorare, registrare e gestire dati relativi all’orario del personale. Alcuni esempi: Badge elettronici o sistemi di riconoscimento mediante sensori che segnalano ingressi e uscite. Sensori che rilevano presenza in certe zone (es. reparto, officina) per verificare chi è effettivamente al lavoro e quando. ** Dispositivi IoT che tracciano la durata effettiva del turno, pause, spostamenti all’interno di aree abilitate, tempo di inattività). I dispositivi IoT (badge intelligenti, sensori) permettono di monitorare in tempo reale ingressi, uscite e permanenza nei luoghi di lavoro. Tuttavia, la sorveglianza elettronica dei lavoratori è regolata dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970): Essa è ammessa solo per finalità organizzative, produttive o di sicurezza; Richiede accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro; I dati raccolti in violazione della procedura non sono utilizzabili, nemmeno per fini disciplinari. Inoltre, il trattamento deve rispettare i principi di proporzionalità, minimizzazione e finalità previsti dal GDPR.
Blockchain: trasparenza nei turni, ma attenzione ai diritti. La blockchain può garantire tracciabilità e trasparenza nella gestione dei turni, impedendo modifiche retroattive non autorizzate. Tuttavia, la sua immutabilità può entrare in conflitto con il diritto alla rettifica o cancellazione dei dati personali (artt. 16 e 17 GDPR). È quindi necessaria un’attenta valutazione di compatibilità tra tecnologia e tutela dei diritti dell’interessato.
Automazione e centralità della persona: l’equilibrio necessario. La sfida più rilevante è conciliare l’efficienza dell’automazione con il rispetto della dimensione umana del lavoro. Gli algoritmi non possono sostituire totalmente il giudizio umano, soprattutto quando si tratta di esigenze personali, relazioni interne o casi eccezionali. Per un uso sostenibile della tecnologia, è essenziale: Mantenere l’intervento umano nella pianificazione; Definire policy aziendali chiare e condivise; Formare il personale all’uso critico degli strumenti digitali; Coinvolgere le rappresentanze sindacali nel processo di innovazione.
Conclusione. Considerando che la dignità e il rispetto del lavoro e del lavoratore devono restare un principio irrinunciabile, nell’organizzazione della produzione quello che oggi traspare nella nostra declinante società utilitarista e iperliberista, non ci induce a ben sperare se non per chi ambisce a forme di maggiore controllo e prevaricazione
Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore.
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