Il business dello stage. Va bene la proposta di Direttiva UE, ma basterebbe anche non farsi prendere per i fondelli
- azionesindacalefvg
- 16 ott 2025
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La Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo ha approvato una proposta legislativa destinata a cambiare radicalmente la disciplina dei tirocini e degli stage in Europa, introducendo tutele salariali, assicurative e contrattuali minime obbligatorie per tutti gli Stati membri. L’obiettivo è quello di porre fine allo sfruttamento legalizzato di centinaia di migliaia di giovani, che oggi svolgono mansioni da

dipendenti senza salario, senza contratto vero, senza diritti.
I principi fondamentali della proposta sono: Obbligo di retribuzione per tutti i tirocini, salvo quelli obbligatori integrati nei percorsi di studio (come alcuni stage universitari); Copertura assicurativa e previdenziale: salute, disoccupazione, contributi pensionistici; **Durata massima di sei mesi (salvo eccezioni giustificate). Il contratto di stage deve essere obbligatoriamente scritto, con descrizione chiara di: obiettivi formativi, diritti, doveri, compenso, durata e contenuti delle mansioni. Come ha dichiarato l’eurodeputata Alicia Homs, relatrice del provvedimento, troppi datori di lavoro approfittano ancora del vuoto normativo europeo così che gli stages continuano ad essere uno strumento di dumping salariale e precarizzazione diffusa."
Focus Italia: un sistema di tirocini fuori controllo. In Italia, la retribuzione dei tirocini extracurricolari è già prevista dalla normativa nazionale, ma non è uniforme (ogni Regione ha margini di discrezionalità), non è sufficiente (i compensi minimi sono spesso inferiori ai 500 €/mese) non è sempre garantita (i controlli sono scarsi e molte aziende si nascondono dietro la “formazione” per impiegare manodopera gratuita). I numeri parlano chiaro: Secondo le stime di Eurostat, in Italia oltre il 60% degli stage extracurricolari viene svolto senza una reale prospettiva di assunzione. Le imprese rinnovano gli stagisti ciclicamente, usandoli per coprire fabbisogni strutturali senza assumere. Il contratto collettivo spesso viene aggirato: non si applicano livelli retributivi, diritti, tutele o progressioni. In assenza di una legge nazionale sul salario minimo, l’unico vero baluardo contro lo sfruttamento nei tirocini resta la contrattazione collettiva – ma viene spesso esclusa o ignorata in questi percorsi.
Il ruolo del sindacato: vigilanza, contrattazione e proposta.
Questa proposta di direttiva rappresenta un’occasione da non perdere per rimettere al centro la dignità del lavoro, anche nei percorsi formativi. Ma perché la (auspicabilmente) futura direttiva si traduca in tutele concrete, servirà un’azione sindacale decisa e articolata. Partendo dalla contrattazione territoriale e aziendale che dovrà introdurre in tutti i contratti integrativi clausole specifiche per gli stagisti: compensi minimi, accesso alla mensa, buoni pasto e formazione reale. Lo stage non è lavoro gratuito e il sindacato non può più ignorarlo. Lo stage è sempre più spesso dumping salariale e sostituzione di lavoro regolare con precariato mascherato. La direttiva UE, in arrivo, offre una base giuridica forte ma la sua efficacia dipenderà dalla forza del movimento sindacale. Tocca a noi, nei luoghi di lavoro, mappare, denunciare, contrattare e rilanciare una battaglia culturale per una nuova dignità del lavoro giovanile.
Un utile approfondimento per lo stagista di turno.
Verifica sempre la realtà del tuo rapporto. I segnali chiave di uno stage irregolare sono diversi: stai svolgendo attività produttive ordinarie e non sei affiancato da un tutor o lo sei solo occasionalmente. hai obblighi di presenza e orari fissi, come un dipendente; le attività svolte non sono in linea con il progetto formativo; non ricevi formazione, ma solo istruzioni esecutive; svolgi mansioni identiche a quelle di colleghi assunti, anche se non ha autonomia decisionale; l’azienda ha già usato più stagisti per lo stesso ruolo, a rotazione. Se ti trovi in una di queste situazioni inizia
1) a raccogliere prove (copia del progetto formativo individuale (PFI), e-mail, comunicazioni, messaggi con capi e tutor, testimonianze di colleghi, screenshot di attività e turni assegnati, foto o documenti che mostrino l’inserimento a pieno regime nel ciclo produttivo).
2) Contatta il team di Azione Sindacale per la successiva gestione della vicenda. Il nostro obbiettivo sarà quello di farti riqualificare ex tunc (come prevede la legge) il rapporto (da un contratto di stage a un normale rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato) facendoti riconoscere, il pagamento delle differenze retributive, la regolarizzazione contributiva e il giusto risarcimento dei danni.
Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore.
puoi chiamarci: Linea mobile 331-7497940
o contattarci via e-mail: azionesindacale.fvg@gmail.com




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