L’utilizzo delle ferie anticipate (ferie in negativo). Profili giuridici, limiti e implicazioni gestionali
- azionesindacalefvg
- 22 set 2025
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Le ferie annuali costituiscono un diritto irrinunciabile del lavoratore, sancito dall’art. 36, comma 3, della Costituzione italiana, nonché disciplinato dall’art. 2109 c.c. e dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). In taluni contesti, tuttavia, si verifica la prassi della fruizione di ferie non ancora maturate, fenomeno noto nella prassi aziendale come "ferie in negativo" o "ferie anticipate".

La locuzione "ferie in negativo" ( ferie anticipate) indica la fruizione anticipata di periodi di riposo rispetto al monte ferie annuale ancora non integralmente maturato dal lavoratore. Tale istituto non è espressamente disciplinato né dal codice civile né da altra normativa primaria. Di conseguenza, la sua legittimità si fonda su accordi individuali o su previsioni regolamentari aziendali, nei limiti consentiti dal quadro normativo e contrattuale applicabile. L’assenza di una disciplina legislativa impone l’adozione di un approccio prudenziale, ispirato ai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto di lavoro (art. 1175 e 1375 c.c.), nonché al principio del bilanciamento tra esigenze aziendali e tutela del lavoratore. La possibilità di anticipare le ferie è, in linea di principio, rimessa alla discrezionalità del datore di lavoro, il quale può consentire tale fruizione in funzione delle esigenze organizzative e produttive. La giurisprudenza (v. Cass. civ., sez. lav., sent. n. 17863/2015) ha più volte chiarito che la determinazione del periodo di godimento delle ferie compete al datore di lavoro, nel rispetto delle esigenze del lavoratore e del principio di ragionevolezza.
Tale prassi può rivelarsi utile in situazioni di urgenza (es. motivi familiari, salute, chiusure aziendali straordinarie), ma richiede una formalizzazione chiara dell'accordo tra le parti, al fine di evitare contenziosi o interpretazioni difformi. Poiché la legge non prevede un limite massimo legale di ferie negative, la gestione del fenomeno è affidata alla contrattazione collettiva e alle policy aziendali interne, che talvolta prevedono soglie massime (es. 10-15 giorni di ferie in anticipo), al fine di prevenire l'accumulo di debiti difficilmente recuperabili, specie in caso di cessazione anticipata del rapporto. In tal senso, si segnala che alcuni CCNL (ad esempio nel settore metalmeccanico o commercio) prevedono clausole esplicite che autorizzano la fruizione anticipata entro limiti quantitativi prestabiliti e previa autorizzazione scritta.
Implicazioni retributive e trattamento in busta paga. Le ferie in negativo sono retribuite come le ferie ordinarie, in base all’art. 2109 c.c., e dunque non comportano variazioni in busta paga al momento della fruizione. Tuttavia, esse costituiscono un debito in termini di giornate da restituire, che verrà progressivamente compensato con le ferie maturate successivamente. Nel caso in cui il rapporto di lavoro si estingua prima del recupero integrale del debito ferie, il datore di lavoro è legittimato a operare una trattenuta sull’ultima retribuzione, pari al valore economico dei giorni fruiti in eccesso. Tale trattenuta è ritenuta legittima dalla giurisprudenza (v. Cass. civ., sez. lav., sent. n. 5289/2018), in quanto rappresenta una compensazione ex art. 1241 c.c. tra crediti contrapposti. L’utilizzo anticipato delle ferie determina una riduzione automatica delle ferie maturate successivamente, con conseguente limitazione alla fruizione futura. Ciò può avere ripercussioni negative sulla pianificazione del tempo libero del lavoratore e sul suo benessere psico-fisico, in contrasto con la finalità fisiologica del diritto alle ferie. Secondo la dottrina prevalente (v. Persiani, Diritto del lavoro, Giuffrè; Maresca, Il rapporto di lavoro subordinato, Utet), l’abuso di tale pratica può alterare l’equilibrio del rapporto lavorativo e deve essere evitato mediante una gestione responsabile e trasparente.
Rilevanza della tracciabilità e della trasparenza nella gestione. La gestione delle ferie in negativo richiede una registrazione accurata del saldo ferie e una costante comunicazione tra le parti. Le moderne soluzioni digitali di gestione HR consentono di monitorare in tempo reale i saldi, segnalare situazioni di anomalia e prevenire contenziosi. È buona prassi aziendale che la policy interna preveda: i criteri di autorizzazione delle ferie in negativo; i limiti massimi concedibili; le modalità di recupero; la disciplina delle trattenute in caso di cessazione.
Conclusioni. Le ferie in negativo costituiscono uno strumento di flessibilità gestionale, utile per rispondere alle esigenze individuali e collettive del contesto lavorativo. Tuttavia, in assenza di una disciplina normativa espressa, la loro legittimità ed efficacia dipendono dalla regolamentazione pattizia, dalla trasparenza nei rapporti contrattuali e dal rispetto dei principi generali dell’ordinamento del lavoro Sia i lavoratori che i datori di lavoro sono tenuti a mantenere un comportamento improntato a buona fede, nel rispetto dei reciproci diritti e obblighi. Una corretta gestione delle ferie in negativo può contribuire a un ambiente lavorativo più armonioso, riducendo il rischio di disallineamenti amministrativi o contenziosi giuslavoristici.
Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore.
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