La Clausola Penale nei rapporti di lavoro subordinato. Quello che il dipendente deve sapere quando firma il contratto
- azionesindacalefvg
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Questa breve guida è pensata per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti che, al momento dell’assunzione o nel corso del rapporto di lavoro, si trovano davanti a clausole contrattuali che prevedono il pagamento di una somma di denaro in caso di mancato rispetto di determinati obblighi. La clausola penale è disciplinata dal codice civile (articoli 1382 e seguenti), ma nel diritto del lavoro trova applicazione solo in casi limitati. Il rapporto di lavoro subordinato, infatti, è regolato da norme imperative poste a tutela del lavoratore, che non possono essere derogate da accordi individuali. La clausola penale è una pattuizione con cui si stabilisce in anticipo che, se una parte non adempie a un obbligo o lo adempie in

ritardo, dovrà pagare una somma predeterminata. La sua funzione è scoraggiare l’inadempimento e evitare discussioni sul risarcimento del danno, che altrimenti dovrebbe essere provato in giudizio. In presenza di una clausola penale valida, chi la invoca non deve dimostrare di aver subito un danno né quantificarlo: è sufficiente dimostrare che l’obbligo non è stato rispettato. Nel lavoro subordinato la clausola penale non è uno strumento ordinario, non può essere utilizzata per punire il lavoratore per l’esercizio di diritti riconosciuti dalla legge o limitare la sua libertà di dimettersi, per aggirare le regole sul preavviso, sul licenziamento, sul patto di prova o per sostituire o rafforzare il sistema disciplinare. Qualsiasi clausola che produca questi effetti è nulla, anche se il lavoratore l’ha firmata.
Quando la clausola penale può considerarsi legittima. Una situazione in cui la clausola penale può essere considerata legittima la riscontriamo prima che il rapporto di lavoro inizi. Un caso tipico è quello della mancata presa di servizio. Se il lavoratore ha già accettato formalmente l’assunzione ma, per ragioni a lui imputabili, non si presenta al lavoro alla data concordata, può essere prevista una penale. In questa fase il rapporto non è ancora sorto e la clausola serve a tutelare l’affidamento del datore di lavoro sull’inizio effettivo della prestazione. Una volta iniziato il rapporto, invece, lo spazio per la clausola penale si riduce drasticamente. Nel corso del rapporto di lavoro, come abbiamo anticipato, la clausola penale non può essere usata come sanzione generalizzata per ritardi, assenze o inadempimenti del lavoratore. Queste situazioni sono già disciplinate dal sistema delle sanzioni disciplinari previsto dalla legge e dai contratti collettivi. Eventuali penali possono riguardare solo obblighi specifici e accessori, purché siano chiaramente individuati; non incidano su diritti fondamentali del lavoratore e non si traducano in una sanzione aggiuntiva o punitiva.
Il controllo del giudice sull’importo. Anche quando la clausola penale è astrattamente valida, il suo importo non è intangibile. Il giudice può ridurlo se l’obbligo è stato adempiuto solo in parte o la somma prevista è manifestamente sproporzionata. Nel lavoro dipendente questo controllo è particolarmente rigoroso, perché il giudice deve tenere conto della posizione di debolezza del lavoratore e dell’equilibrio complessivo del rapporto. La riduzione può essere disposta anche senza una richiesta esplicita del lavoratore.
Attenzione🡪 Non è valida quella clausola che dichiari la penale non riducibile o automaticamente equa. Il potere del giudice di intervenire sull’importo risponde a un interesse generale e non può essere eliminato da un accordo individuale.
Penali simboliche🡪 Una penale irrisoria può essere utilizzata per limitare indebitamente la responsabilità di una parte in caso di comportamenti particolarmente gravi. In questi casi la clausola può essere dichiarata nulla. Il giudice, però, non può sostituirla con una penale più elevata: sarà necessario far valere l’inefficacia del patto.
Alcuni esempi di clausola penale fuori dall’ambito lavorativo 1) Contratti di appalto (edilizia, impiantistica, servizi). Esempio🡪 «In caso di ritardo nella consegna dei lavori rispetto al termine pattuito, l’appaltatore sarà tenuto a corrispondere al committente una penale pari a euro 150 per ogni giorno di ritardo.» La clausola incentiva il rispetto dei tempi di consegna, evita al committente di dover dimostrare il danno da ritardo (es. mancato utilizzo dell’immobile). È una delle applicazioni più frequenti e “fisiologiche” della clausola penale. Il giudice può ridurla se manifestamente eccessiva o se il ritardo è in parte giustificato. 2) Contratti di locazione (abitativa o commerciale). Esempio🡪 «In caso di ritardata riconsegna dell’immobile alla scadenza del contratto, il conduttore dovrà versare una penale pari a euro 50 per ogni giorno di occupazione.» Serve a tutelare il locatore contro il protrarsi illegittimo dell’occupazione e semplifica il risarcimento per il mancato rilascio. È ammessa, ma deve essere proporzionata. Nei contratti con il consumatore può essere valutata anche sotto il profilo della vessatorietà. 3) Contratti preliminari di compravendita immobiliare. Esempio🡪 In caso di ritardo nella stipula del contratto definitivo imputabile alla parte promittente venditrice, sarà dovuta una penale pari a euro 5.000. Serve a rafforzare l’impegno a presentarsi al rogito ed evita discussioni sul danno da ritardo (mutuo, affitto temporaneo, ecc.). La clausola penale del preliminare non opera automaticamente se non viene richiamata nel contratto definitivo. 4) Contratti di servizi (IT, consulenza, manutenzione). Esempio🡪 Il mancato rispetto dei livelli di servizio concordati (SLA) comporterà l’applicazione di una penale pari a euro 1.000 per ciascun episodio. Serve a garantire standard qualitativi e tempi di intervento ed è molto usata nei contratti informatici e di outsourcing. Deve essere collegata a parametri chiari e verificabili e non può trasformarsi in uno strumento punitivo.
Confronto con il lavoro subordinato. Gli esempi che abbiamo proposto mostrano perché negli altri ambiti contrattuali la clausola penale è uno strumento ordinario mentre nel lavoro subordinato è un’eccezione. Nel rapporto lavorativo la clausola penale rischia di comprimere diritti fondamentali, aggirare tutele inderogabili e introdurre sanzioni non consentite.
Tirando le somme🡪 Per chi lavora come dipendente è importante sapere che la clausola penale è ammessa solo in casi circoscritti ed è sempre soggetta al controllo del giudice. In ogni caso, prima di firmarla è sempre consigliabile verificarne attentamente il contenuto, meglio se con l’assistenza di un dirigente di Azione Sindacale
Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale
Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore.
puoi chiamarci: Linea mobile 351-6688108
contattarci via e-mail: azionesindacale.fvg@gmail.com




Commenti