La fine (parziale) di una stagione di vergogna. Lo Stato cancella le sanzioni per chi non si era vaccinato
- azionesindacalefvg
- 27 gen
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Con la Legge n. 15/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio 2025, lo Stato italiano ha disposto la cancellazione totale dei debiti derivanti dalle sanzioni amministrative di 100 euro imposte a chi non ha adempiuto all’obbligo vaccinale anti-Covid per over 50,

operatori sanitari e altre categorie coinvolte. Questa decisione segna in maniera definitiva la fine di un regime sanzionatorio che, per oltre tre anni, ha gravato su migliaia di cittadini, lasciando molte pendenze aperte e nel limbo dal punto di vista giuridico e amministrativo. La norma introduce il cosiddetto “discarico automatico dei ruoli”: un intervento tecnico con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione elimina fisicamente dai propri registri le pendenze legate a quelle sanzioni. In termini pratici: le sanzioni per chi non si era vaccinato (già ingiunte) non devono più essere pagate; cartelle e avvisi pendenti decadono; **procedimenti di riscossione si estinguono senza interessi né ulteriori oneri. Questo significa che lo Stato ha scelto di cancellare “a monte” l’obbligo di pagamento, e non solo di sospendere temporaneamente le procedure. Per i cittadini non vaccinati che avevano atteso l’intervento legislativo, si tratta di una definitiva archiviazione amministrativa di accuse e debiti che incombevano sulle loro posizioni fiscali.
Un risarcimento morale (e non economico) per chi ha resistito a una violazione di diritti? Molti cittadini e giuristi critici con le misure sanitarie emergenziali hanno osservato che la cancellazione delle sanzioni costituisce, almeno simbolicamente, un riconoscimento delle difficoltà e delle controversie giuridiche create da norme adottate in condizioni di emergenza. La vicenda normativa dal 2021 al 2025 ha infatti coinvolto un equilibrio difficile tra: **diritto alla salute pubblica, invocato strumentalmente dallo Stato, e diritti individuali fondamentali, come la libertà personale e l’autodeterminazione, richiamati da molte voci critiche, tra le quali quella di AZIONE SINDACALE, unica organizzazione territoriale a schiererai apertamente contro il ricatto vaccinale. Sebbene una distratta Corte Costituzionale abbia respinto questioni di illegittimità costituzionale sollevate contro l’obbligo vaccinale, resta il fatto che migliaia di cittadini hanno vissuto per anni una situazione di incertezza giuridica e potenziale esposizione a sanzioni e provvedimenti coercitivi.
Il paradosso del trattamento differenziato: una questione di equità. Un altro aspetto controverso emerso dalla normativa riguarda il trattamento economico delle somme già pagate: chi aveva deciso di mettersi in regola con il pagamento della sanzione di 100 euro, spesso sotto ricatto o per evitare contenziosi, non ha diritto al rimborso. Le somme versate restano acquisite al bilancio dello Stato, senza alcun meccanismo di restituzione automatico o su istanza di parte. Questa scelta legislativa dimostra, una volta di più, l’insufficienza e la pochezza del nostro apparato legislativo.
Nessuna azione richiesta ai cittadini. Dal lato pratico i cittadini, destinatari delle sanzioni, non devono fare nulla per ottenere la cancellazione: l’annullamento avviene d’ufficio, senza istanze o ricorsi. Anche eventuali solleciti o avvisi automatici che dovessero arrivare in futuro non hanno più valore legale.




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