Liste d’attesa. Cosa fare quando il SSN non rispetta i tempi della prescrizione e Noi vogliamo pagare solo il ticket
Accogliamo, incolpevoli, le proteste di Amando e con questo breve articolo proviamo a dare una risposta alle sue preoccupazioni.
Una visita specialistica fissata diversi mesi dopo la prescrizione medica, una risonanza magnetica disponibile ben oltre il termine indicato dal sanitario, un esame diagnostico che

il CUP non riesce a programmare nei tempi previsti: sono situazioni sempre più frequenti. Armando ci chiede: Cosa può fare il cittadino quando il Servizio sanitario nazionale non rispetta i tempi della prescrizione del medico di base? Per il cittadino del Friuli-Venezia Giulia la soluzione non è necessariamente quella di scegliere tra una lunga attesa o il pagamento della prestazione nel settore privato. La Regione ha previsto un percorso di tutela del diritto di garanzia, attraverso il quale, quando ricorrono i requisiti stabiliti, il Servizio sanitario regionale deve individuare una soluzione che consenta di assicurare la prestazione entro i tempi collegati alla classe di priorità. È importante, però, conoscere bene le regole. Il diritto di garanzia non equivale a un diritto generale al rimborso di qualsiasi prestazione privata e non significa che il cittadino possa scegliere autonomamente qualsiasi medico o struttura a cui rivolgersi e poi presentare il conto al Servizio sanitario.
Prima di tutto: Cosa significa “classe di priorità”. Per le prestazioni specialistiche ambulatoriali di primo accesso, il medico di base indica nella prescrizione la classe di priorità, sulla base delle condizioni cliniche e del quesito diagnostico. Le principali classi sono: B – breve: la prestazione deve essere assicurata entro 10 giorni; D – differibile: entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici; P – programmabile: entro il termine previsto dalla disciplina applicabile, ordinariamente 120 giorni. La priorità U, invece, riguarda le situazioni urgenti e segue un percorso differente, proprio perché richiede una risposta in tempi immediati. La classe indicata dal medico traduce la valutazione clinica in un tempo entro il quale il sistema sanitario deve organizzare l'accesso alla prestazione.
Come comportarsi quando il CUP propone una data troppo lontana. Il primo passo è quello di effettuare la prenotazione attraverso il CUP, verificando la disponibilità della prestazione nell'ambito previsto dalla disciplina regionale e aziendale. Se la prima data disponibile supera il termine massimo collegato alla prescrizione è importante conservare la documentazione della prenotazione. Il promemoria rilasciato dal CUP, la prescrizione e gli altri documenti relativi alla prenotazione consentono infatti di dimostrare quale prestazione è stata richiesta, quale priorità è stata indicata dal medico e quale data è stata concretamente proposta. Questo passaggio è particolarmente importante perché le Aziende sanitarie del Friuli-Venezia Giulia hanno disciplinato il percorso di garanzia con proprie modalità operative. Ad esempio, ASUFC prevede che il percorso di tutela venga attivato quando non è possibile rispettare i tempi massimi previsti per una prestazione di primo accesso con priorità B, D o P e stabilisce specifiche condizioni per la presentazione della richiesta.
Che cos’è il diritto di garanzia. Il diritto di garanzia serve a evitare che il mancato rispetto dei tempi massimi si traduca, per il cittadino, nell'obbligo di attendere indefinitamente. La Regione Friuli-Venezia Giulia ha previsto un modello nel quale il CUP prende in carico la richiesta e verifica la possibilità di garantire la prestazione secondo la priorità indicata. Il sistema prevede quindi una fase ulteriore rispetto alla semplice assegnazione del primo appuntamento disponibile. Attenzione a dove può essere effettuata la prestazione. Quando la prima disponibilità non consente di rispettare il termine previsto, l'Azienda sanitaria deve verificare le possibilità esistenti nell'ambito del proprio sistema di offerta (ospedali e altre strutture della circoscrizione). Utilizzo dell’intramoenia. Qui è necessario fare una distinzione particolarmente importante. L'attività libero-professionale intramuraria, comunemente chiamata intramoenia, non coincide con la libera decisione del cittadino di rivolgersi privatamente a un medico di sua scelta. Nel percorso di garanzia previsto in Friuli-Venezia Giulia, la libera professione può rappresentare, nei casi previsti dalla disciplina aziendale, uno degli strumenti utilizzabili per assicurare la prestazione quando non sia possibile garantirla attraverso il normale percorso istituzionale. Il ricorso alla libera professione e l'eventuale rimborso devono rientrare nel percorso previsto dall'Azienda sanitaria e rispettarne le condizioni. È importante distinguere due situazioni. La prima: il cittadino attiva il percorso di garanzia e l'Azienda, verificati i presupposti, individua una soluzione che può comprendere, nei casi previsti, il ricorso alla libera professione. La seconda: il cittadino, senza attivare il percorso, decide autonomamente di rivolgersi a un qualsiasi professionista o centro privato e paga la prestazione. Nel secondo caso non esiste un automatico diritto al rimborso. Per questo, prima di sostenere una spesa privata, è sempre opportuno verificare con l'Azienda sanitaria competente quale procedura debba essere seguita.
Una risposta che brucia ma che non deve bloccare l’utente: “Non ci sono disponibilità” oppure “Le agende sono chiuse”. La semplice indisponibilità di un determinato medico o di una singola struttura non significa che sia già dimostrata la violazione del diritto di garanzia. Il sistema deve verificare le disponibilità secondo l'ambito e le modalità previste dalla disciplina regionale e aziendale. Anche qui è opportuno conservare la documentazione della prenotazione e chiedere l'attivazione del percorso previsto dalla propria Azienda sanitaria. Una volta verificata l'appropriatezza della richiesta, il CUP deve prendere in carico la domanda e procede alle verifiche necessarie per trovare una risposta compatibile con la priorità.
Primo accesso e controllo successivo: attenzione alla differenza. Il diritto di garanzia di cui stiamo parlando riguarda, in particolare, le prestazioni di primo accesso con classe di priorità B, D o P. Non bisogna quindi confondere la prima visita o il primo esame con il successivo controllo di un paziente già preso in carico. Una visita di controllo, un follow-up o un monitoraggio periodico fanno parte, infatti, di un percorso assistenziale già avviato e devono essere programmati in relazione alle necessità cliniche del paziente. Se il paziente è già seguito da una struttura sanitaria e il controllo necessario non viene programmato, il problema non coincide automaticamente con quello delle liste d'attesa del primo accesso. In questi casi è opportuno rivolgersi alla struttura che ha in carico il paziente, alla direzione sanitaria o agli uffici competenti dell'Azienda. Se, invece, le condizioni di salute peggiorano o compaiono nuovi sintomi, il paziente non deve semplicemente attendere la visita già fissata: deve rivolgersi nuovamente al proprio medico, che potrà rivalutare la situazione e stabilire se sia necessaria una nuova prescrizione, una diversa priorità o un altro percorso assistenziale.
Quali documenti è bene conservare? Quando la prima disponibilità supera il termine previsto dalla prescrizione, è prudente conservare: la prescrizione medica; il promemoria della prenotazione; la data nella quale è stata effettuata la prenotazione; la data dell'appuntamento assegnato; il numero della prenotazione, se presente; eventuali comunicazioni ricevute dal CUP o dall'Azienda sanitaria. Non è necessario trasformare ogni prenotazione in una pratica complessa. L'obiettivo è quello di poter dimostrare, se necessario, che cosa è stato prescritto, con quale priorità e quale disponibilità è stata effettivamente offerta dal sistema sanitario. Le modalità concrete di presentazione della richiesta cambiano tra le diverse Aziende sanitarie regionali; è quindi importante fare riferimento alla procedura prevista da ASUGI, ASUFC o ASFO, a seconda del territorio di riferimento (ASUGI = Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, che comprende principalmente il territorio di Trieste e Gorizia. ASUFC = Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, che comprende principalmente il territorio di Udine e provincia. ASFO = Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, che comprende principalmente il territorio di Pordenone e provincia).
I passaggi che deve fare il cittadino interessato. Quando la data proposta dal CUP supera il termine massimo previsto dalla classe di priorità, è utile seguire questi passaggi: 1. Controllare la prescrizione. Verificare la prestazione richiesta e la classe di priorità indicata dal medico. 2. Effettuare la prenotazione tramite CUP. Accertarsi della prima disponibilità e verificare che la data proposta sia compatibile con il termine previsto. 3. Conservare il promemoria. Se la data è oltre il termine, conservare la documentazione della prenotazione insieme alla prescrizione. 4. Attivare il percorso di garanzia. Seguire le modalità previste dalla propria Azienda sanitaria. 5. Attendere l'individuazione della soluzione. L'Azienda verificherà le possibilità previste dal sistema, comprese, nei casi stabiliti, altre strutture pubbliche, erogatori privati accreditati o il ricorso alla libera professione. 6. Non pagare autonomamente contando sul rimborso. Prima di rivolgersi privatamente, è fondamentale verificare se la prestazione possa rientrare nel percorso di garanzia e quali autorizzazioni siano necessarie




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