Obbligo di informativa sull’Intelligenza Artificiale (IA) per lavoratori e clienti. La trasparenza entra nel diritto positivo
- azionesindacalefvg
- 3 nov 2025
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Dal 10 ottobre 2025, con l’entrata in vigore della Legge 23 settembre 2025, n. 132 sull’intelligenza artificiale, entrano in vigore nuovi Obblighi di informativa sull’Intelligenza Artificiale per datori di lavoro e professionisti. Le disposizioni, immediatamente efficaci, impongono la comunicazione dell’utilizzo di sistemi di IA a lavoratori, rappresentanze

sindacali e clienti, sancendo un modello di “intelligenza artificiale assistita”. Il legislatore definisce così i confini dell’uso etico e responsabile dell’IA, ribadendo la centralità del controllo umano e della responsabilità professionale. Con la Legge 132/2025, il legislatore ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento un obbligo generalizzato di informativa preventiva sull’uso di sistemi di intelligenza artificiale nei contesti lavorativi e professionali. Pur rinviando ad atti successivi la definizione di alcune specifiche tecniche, la legge impone già due adempimenti operativi: ai datori di lavoro, la comunicazione ai dipendenti e alle rappresentanze sindacali circa l’uso di sistemi di IA nei processi decisionali o di monitoraggio; ai professionisti, l’obbligo di informare i clienti quando si avvalgono di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale nella prestazione d’opera intellettuale.
L’obbligo informativo nei rapporti di lavoro. L’art. 11, comma 2, della Legge 132/2025 richiama espressamente l’art. 1-bis del D.lgs. 26 maggio 1997, n. 152, come modificato dal D.lgs. 104/2022 (cd. Decreto Trasparenza), imponendo al datore di lavoro di informare il lavoratore circa: gli aspetti del rapporto incisi dall’uso dei sistemi di IA; le finalità e la logica di funzionamento degli algoritmi; le categorie di dati utilizzati per l’addestramento; le misure di controllo e di correzione adottate; il livello di accuratezza, robustezza e cybersicurezza; i possibili impatti discriminatori delle metriche utilizzate. Tali informazioni devono essere fornite per iscritto, all’atto dell’instaurazione del rapporto e prima dell’inizio dell’attività lavorativa, con obbligo di conservarne prova per cinque anni dopo la cessazione del rapporto. In caso di modifiche sostanziali dei sistemi di IA, lavoratori e RSA/RSU devono essere informati con almeno 24 ore di preavviso (Art. 11, comma 2, L. 132/2025. «Il datore di lavoro o il committente è tenuto a informare il lavoratore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei casi e con le modalità di cui all’articolo 1-bis del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152.»)
Controllo a distanza e limiti di liceità. Nel caso in cui i sistemi di IA siano utilizzati anche per il monitoraggio delle prestazioni o del comportamento dei dipendenti, trova applicazione l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970), che consente il controllo a distanza solo per esigenze organizzative, produttive o di sicurezza, previa intesa sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. L’utilizzo dell’IA nei processi di selezione, valutazione e sorveglianza del personale deve inoltre essere conforme al Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), che classifica tali sistemi come “ad alto rischio” (artt. 6 e 14), richiedendo quindi procedure di trasparenza, supervisione umana e documentazione tecnica. (Giurisprudenza rilevante🡪 Cass. civ., sez. lav., 13 settembre 2023, n. 25732: “La raccolta e il trattamento automatizzato dei dati del lavoratore, anche a fini valutativi, presuppongono un obbligo informativo pieno e preventivo, pena l’illegittimità del trattamento.” Trib. Milano, ord. 24 gennaio 2024: “L’uso di algoritmi predittivi per la turnazione dei dipendenti richiede specifica informativa ex art. 1-bis D.lgs. 152/1997.”)
L’obbligo informativo per i professionisti. L’art. 13 della Legge 132/2025 disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali, prevedendo che il professionista debba informare il cliente dell’eventuale impiego di sistemi di IA.Tale obbligo si traduce nella consegna, al momento del conferimento dell’incarico, di un’informativa redatta con linguaggio chiaro e comprensibile, indicante finalità, limiti e modalità d’uso della tecnologia. La legge riconosce all’IA un ruolo strumentale e di supporto, escludendo che essa possa sostituire l’attività intellettuale del professionista.Spetterà agli ordini professionali — attraverso aggiornamenti dei codici deontologici — stabilire le conseguenze disciplinari per l’inosservanza dell’obbligo informativo. Attualmente solo l’Ordine dei Giornalisti ha adottato disposizioni specifiche in materia, mentre Confprofessioni e Associazione Nazionale Forense hanno predisposto un modulo informativo standard, allegabile alla lettera d’incarico o al consenso informato in ambito sanitario. (Giurisprudenza🡪 Trib. Torino, sez. lav., 16 settembre 2025, n. 2120: sanzionato un avvocato per lite temeraria a causa dell’uso improprio dell’IA nella redazione di atti difensivi. Il giudice ha rilevato “colpa grave per mancanza di controllo umano sull’elaborato generato dall’algoritmo”. La decisione richiama implicitamente l’art. 1176, comma 2, c.c., che impone al professionista una diligenza “qualificata”, non delegabile a sistemi automatizzati).
Il modello di “IA assistita”: centralità del controllo umano. La Legge 132/2025 delinea un modello di intelligenza artificiale assistita, fondato sulla supervisione e sulla responsabilità personale. L’IA diventa così uno strumento di efficienza e supporto decisionale, ma non può sostituire la valutazione umana, che resta elemento essenziale del processo lavorativo e professionale. Questo approccio rispecchia i principi della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, in particolare l’art. 1 (dignità umana) e l’art. 8 (protezione dei dati personali), nonché la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, che nella sentenza C-245/20, Luxembourg Business Registers (2022) ha ribadito l’obbligo di bilanciare innovazione e tutela dei diritti fondamentali.
Conclusioni. La Legge 132/2025 segna un’evoluzione strutturale nella regolazione giuridica dell’intelligenza artificiale, introducendo nel diritto italiano il principio di trasparenza algoritmica obbligatoria. L’informazione completa, preventiva e verificabile sull’uso dell’IA rappresenta oggi un presupposto di legittimità tanto nel rapporto di lavoro quanto nell’esercizio delle professioni. In definitiva, il legislatore conferma che l’IA può essere uno strumento potente di ausilio, ma non un sostituto del giudizio umano, che rimane il fondamento della responsabilità giuridica e deontologica.




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