Pensione anticipata per caregiver con la L.104: Due anni di vantaggio senza penalizzazioni. Tutte le regole 2025
- azionesindacalefvg
- 3 set 2025
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Chi assiste un familiare con disabilità grave può oggi accedere alla pensione con due anni di anticipo, senza alcuna penalizzazione sull’importo dell’assegno e senza versamenti contributivi aggiuntivi. La normativa riconfermata dalla Legge di Bilancio 2025, tramite l’APE Sociale, offre un’opportunità concreta ai caregiver e ad altre categorie tutelate.

APE Sociale 2025: confermata e potenziata. La Legge 30 dicembre 2024, n. 207 ha prorogato per tutto il 2025 l’accesso all’APE Sociale – l’anticipo pensionistico a carico dello Stato – confermando anche l’ampliamento delle risorse: 114 milioni di euro per il 2025 240 milioni di euro per il 2026 208 milioni di euro per il 2027 151 milioni di euro per il 2028 90 milioni di euro per il 2029 35 milioni di euro per il 2030
L’indennità in parola spetta a soggetti iscritti all’INPS, comprese le gestioni speciali, che compiono 63 anni e 5 mesi entro il 31 dicembre 2025 (contro i 67 richiesti per la pensione di vecchiaia) e che appartengono a una delle seguenti categorie:
Caregiver familiari che assistono da almeno sei mesi in modo continuativo: il coniuge, una persona in unione civile o un parente di primo grado convivente con disabilità grave (ai sensi dell’art. 3, comma 3 della L. 104/1992); un parente di secondo grado convivente, se i genitori o il coniuge del disabile hanno più di 70 anni, sono affetti da patologie invalidanti, oppure sono deceduti o assenti;
Invalidi civili con almeno il 74% di invalidità;
Lavoratori impiegati in mansioni gravose, con almeno 7 anni negli ultimi 10 (oppure 6 negli ultimi 7) di attività continuativa in tali condizioni;
Disoccupati involontari, che abbiano terminato da almeno 3 mesi la Naspi (o Dis-Coll) e possano dimostrare almeno 18 mesi di lavoro dipendente nei 36 mesi precedenti la cessazione.
Per accedere alla pensione anticipata Sociale è necessario ottenere la certificazione del diritto da parte dell’INPS, che verifica la sussistenza dei requisiti. La domanda può essere presentata entro:
31 marzo 2025 15 luglio 2025 **30 novembre 2025. Una volta riconosciuto il diritto, l’indennità decorre dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento dei requisiti.
Congedo Biennale Retribuito: l’altro strumento per anticipare la pensione. Un’ulteriore misura utile è il congedo biennale retribuito, previsto per i lavoratori dipendenti che assistono familiari con disabilità grave (L. 104/1992, art. 3, comma 3). Questo congedo consente un’assenza dal lavoro fino a due anni (anche frazionabili), mantenendo: la copertura contributiva figurativa valida per la pensione; un’indennità pari all’ultima retribuzione, nei limiti INPS annualmente stabiliti; **il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Se sfruttato negli ultimi due anni prima del pensionamento, il congedo consente di raggiungere i requisiti contributivi pur senza lavorare, garantendo così un anticipo di due anni sull’uscita dal lavoro senza riduzioni sull’importo pensionistico.
Attenzione: il requisito chiave è la convivenza. Un aspetto spesso trascurato ma essenziale è il requisito della convivenza o, almeno, della residenza anagrafica nello stesso stabile del familiare disabile. La Circolare del Ministero del Lavoro del 18 febbraio 2010 chiarisce che la convivenza è da intendersi anche come residenza nello stesso numero civico, anche se in appartamenti diversi. Questo criterio è vincolante per l’accesso al congedo. Inoltre, è fondamentale che l’assistenza al familiare duri da almeno sei mesi in modo continuativo prima della domanda.
In sintesi. I caregiver familiari possono usufruire di un’importante opportunità previdenziale, accedendo alla pensione con 2 anni di anticipo, senza penalizzazioni e senza costi aggiuntivi, attraverso: l’APE Sociale, con requisiti di età e assistenza; il congedo biennale retribuito, che copre contributivamente i due anni mancanti. Entrambe le misure offrono un valido supporto a chi si dedica alla cura di familiari in condizioni di grave disabilità, valorizzando un ruolo sociale fondamentale. Inoltre i sei mesi di assistenza alla persona con disabilità in situazione di gravità devono intendersi continuativi.
Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore.
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