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Più ricca la busta paga con la detassazione del 15% su turni, reperibilità e lavoro disagiato, disciplinati dal CCNL

A partire dalle competenze di aprile, molti lavoratori dipendenti possono riscontrare importi netti più elevati in busta paga, in particolare in presenza di maggiorazioni legate a specifiche modalità di svolgimento della prestazione lavorativa. Il beneficio deriva dall’applicazione di una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 15 per cento, prevista per alcune componenti della retribuzione considerate “aggiuntive” rispetto

alla paga ordinaria. La detassazione del 15 % non riguarda l’intera retribuzione, ma esclusivamente le maggiorazioni e le indennità riconosciute in relazione a condizioni di lavoro particolari. In concreto, possono rientrare nel perimetro agevolato le maggiorazioni per lavoro notturno, le maggiorazioni per lavoro prestato in giornate festive, le maggiorazioni per attività svolta nel giorno di riposo settimanale, le indennità di turno, quando previste dal contratto collettivo nazionale applicato e le indennità di reperibilità, purché disciplinate dal CCNL e non da accordi di secondo livello. Elemento essenziale è che tali somme siano aggiuntive rispetto alla retribuzione ordinaria contrattuale e direttamente collegate alla particolare articolazione temporale o organizzativa del lavoro. Restano invece espressamente escluse dall’applicazione dell’imposta sostitutiva la retribuzione ordinaria, anche se erogata in presenza di turnazioni, le somme corrisposte a titolo di lavoro straordinario “ordinario”, cioè non notturno né festivo, gli importi derivanti da accordi aziendali o territoriali, anche se aventi ad oggetto indennità analoghe a quelle previste dal CCNL e gli effetti indiretti sulla retribuzione differita, in particolare sul TFR, che continua a essere calcolato secondo le regole ordinarie. La ratio dell’esclusione è chiara: l’agevolazione è pensata per premiare condizioni di lavoro più gravose o disagevoli, ma non può trasformarsi in una riduzione generalizzata dell’imposizione sul salario base.


Ruolo dei contratti collettivi nazionali. Un aspetto centrale riguarda la fonte regolatrice delle indennità. La detassazione è ammessa solo quando le maggiorazioni o le indennità sono espressamente previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dal datore di lavoro. Le somme introdotte o rimodulate esclusivamente tramite contrattazione di secondo livello, pur legittime sotto il profilo giuslavoristico, non accedono al regime fiscale agevolato. Sul perimetro applicativo dell’agevolazione e sulle modalità di tassazione è intervenuta l’Agenzia delle Entrate, che ha precisato come l’imposta sostitutiva del 15 per cento si applichi solo alla quota di maggiorazione, e non all’intero compenso orario, il datore di lavoro agisca quale sostituto d’imposta, applicando direttamente il regime agevolato in busta paga, restino fermi i limiti e le condizioni soggettive previsti dalla normativa generale in materia di imposta sostitutiva sui redditi di lavoro dipendente. Per il lavoratore dipendente, l’impatto è prevalentemente sul netto mensile, senza riflessi negativi su anzianità, TFR o altri istituti indiretti. I conguagli effettuati nei mesi successivi (tipicamente da aprile in avanti) consentono di recuperare eventuali differenze fiscali non applicate nei primi mesi dell’anno. In sintesi, la misura rappresenta un vantaggio fiscale mirato, che valorizza economicamente le prestazioni rese in condizioni più onerose, senza alterare l’impianto ordinario della retribuzione e della contribuzione previdenziale.


Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore. 

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