Premi di produttività e welfare aziendale: cosa cambia e cosa devono sapere i lavoratori
- azionesindacalefvg
- 27 gen
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Negli ultimi anni i premi di produttività sono diventati uno degli strumenti più utilizzati dalle imprese per riconoscere ai lavoratori una parte dei risultati economici e organizzativi raggiunti. Parallelamente, il welfare aziendale si è affermato come modalità alternativa – o complementare – di valorizzazione del lavoro, grazie a un trattamento fiscale e contributivo generalmente più favorevole. Nel dibattito attuale sulle politiche fiscali del lavoro, è emersa l’ipotesi di un ulteriore rafforzamento dell’agevolazione fiscale sui premi di risultato, con una riduzione significativa dell’imposizione sostitutiva rispetto a quella ordinaria. L’obiettivo dichiarato è aumentare il netto in busta paga per i lavoratori che percepiscono questo tipo di compensi legati alla produttività.
Perché i premi agevolati “competono” con il welfare. Quando la tassazione sui premi di produttività si riduce in modo marcato, la differenza di convenienza economica tra premio monetario e conversione in welfare tende ad assottigliarsi. In condizioni ordinarie, infatti, il welfare aziendale è considerato particolarmente vantaggioso perché: non concorre, entro certi limiti e condizioni, alla formazione del reddito da lavoro; non è soggetto a imposizione fiscale per il lavoratore; **in molti casi non è gravato da contribuzione sociale. Se però il premio monetario beneficia di un’imposta molto contenuta, il lavoratore può trovarsi davanti a una scelta meno scontata rispetto al passato: incassare il premio in denaro oppure trasformarlo in beni e servizi di welfare. Denaro immediato o servizi nel tempo🡪 La differenza tra le due opzioni non è solo fiscale, ma anche sostanziale: Il premio monetario aumenta il reddito disponibile immediato e lascia piena libertà di utilizzo. Il welfare aziendale offre beni e servizi finalizzati (come istruzione, assistenza, previdenza complementare, sanità integrativa), che possono avere un valore economico elevato ma una minore flessibilità. Con una tassazione particolarmente favorevole del premio, alcuni lavoratori potrebbero preferire il denaro, soprattutto se non hanno esigenze specifiche coperte dai piani di welfare aziendale. Attenzione: non tutti i lavoratori sono nella stessa situazione🡪 È importante ricordare che: non tutti i lavoratori rientrano nei requisiti per beneficiare della tassazione agevolata dei premi di produttività; le condizioni per l’accesso ai premi dipendono da accordi aziendali o collettivi (vedi l’approfondimento a seguire); il welfare può rispondere a bisogni che il denaro, nel medio-lungo periodo, non copre in modo equivalente (ad esempio previdenza o sanità). Per questo motivo, non esiste una scelta “giusta” valida per tutti. La convenienza va valutata caso per caso, tenendo conto della propria situazione personale, familiare e reddituale.
Il ruolo dell’informazione e della contrattazione In un contesto in evoluzione, diventa centrale il ruolo dell’informazione ai lavoratori. Comprendere le differenze tra premio monetario e welfare, così come le conseguenze fiscali e contributive delle scelte disponibili, è essenziale per esercitare una decisione consapevole. Allo stesso tempo, la contrattazione collettiva – aziendale o territoriale – resta lo strumento principale per definire modalità equilibrate di utilizzo dei premi di produttività, evitando che il rafforzamento di una leva fiscale finisca per indebolirne un’altra, come il welfare, che negli anni ha dimostrato una forte utilità sociale. In conclusione🡪 L’eventuale potenziamento dell’agevolazione fiscale sui premi di produttività rappresenta un’opportunità concreta per aumentare il valore del lavoro. Tuttavia, questa scelta incide direttamente sull’equilibrio tra retribuzione monetaria e welfare aziendale. Per i lavoratori, la chiave resta una sola: informarsi, confrontare le opzioni disponibili e valutare non solo il vantaggio immediato, ma anche quello nel tempo. Dove mancano informazioni chiare o dati certi, è sempre preferibile chiedere chiarimenti piuttosto che basare le proprie decisioni su supposizioni.
Approfondimento. Abbiamo scritto, a proposito del premio di produttività, che “Non tutti i lavoratori rientrano nei requisiti per beneficiare della tassazione agevolata”; vediamo perché. Questa affermazione indica che l’accesso al regime fiscale agevolato non è universale, ma subordinato a requisiti soggettivi e oggettivi tassativamente previsti dalla legge. Requisiti soggettivi del lavoratore. Secondo il comma 182 L. 208/2015, possono beneficiare della tassazione agevolata solo i lavoratori dipendenti del settore privato che: Abbiano percepito nell’anno precedente un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro lordi. Sono esclusi: dirigenti pubblici, dipendenti della Pubblica Amministrazione, lavoratori autonomi e parasubordinati, lavoratori dipendenti privi dei requisiti reddituali. Requisiti oggettivi del premio. Non ogni somma variabile è un “premio di produttività” in senso tecnico-giuridico. Secondo la legge e la Circ. AE 28/E/2016, il premio deve: essere variabile, essere collegato a incrementi misurabili e verificabili di: produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione. Le condizioni per l’accesso ai premi dipendono da accordi aziendali o collettivi” 🡪 Il premio di produttività agevolabile deve essere previsto da un contratto collettivo (art. 1, comma 187, L. 208/2015). Sono validi solo: contratti collettivi aziendali e/o contratti collettivi territoriali, stipulati da soggetti sindacali comparativamente più rappresentativi. L’accordo collettivo costituisce il presupposto legittimante dell’agevolazione fiscale. Esso definisce: criteri di misurazione degli incrementi, periodo di riferimento, importo massimo del premio e deve garantire la verificabilità ex post dei risultati. Altro elemento importante: L’accordo deve essere depositato telematicamente presso il Ministero del Lavoro entro 30 giorni dalla stipula(Circ. AE 28/E/2016). In mancanza di deposito: decade il beneficio fiscale e il premio è tassato ordinariamente
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