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Rosario ci scrive: Se rifiuto la proroga del contratto a termine ho diritto alla Naspi? Si e ti spieghiamo perchè

Caro Rosario, la NASPI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un’indennità mensile che spetta ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro. Per potervi accedere, la legge (Decreto Legislativo n. 22 del 2015) richiede la presenza contemporanea di alcuni requisiti fondamentali: lo stato di disoccupazione: devi essere

privo di impiego e aver dichiarato la tua immediata disponibilità al lavoro (DID) presso il centro per l’impiego; il requisito contributivo: devi aver versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione; **la perdita involontaria dell’occupazione: la cessazione del rapporto di lavoro non deve dipendere da una tua libera scelta (come le dimissioni volontarie), ma da una causa “involontaria”.


Tanto premesso sia la normativa che la prassi amministrativa dell’INPS sono costanti nell’affermare che la cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine rientra a pieno titolo tra le cause di disoccupazione involontaria che danno diritto all’accesso alla Naspi. Il motivo è semplice: non sei tu che hai deciso di interrompere il rapporto. È il contratto stesso che, per sua natura, prevedeva una data di fine. La cessazione, quindi, non dipende da una tua volontà, ma da una condizione oggettiva e predeterminata del contratto che avevi sottoscritto (Circolare INPS numero 180 del 01-12-2021; Tribunale di Torre Annunziata, Sentenza n.1003 del 15 maggio 2024). Questo fatto porta a equiparare la scadenza del contratto a tempo determinato a un qualsiasi licenziamento ai fini Naspi. In buona sostanza, quando scade il contratto a termine, ti spetta l’assegno di disoccupazione che potrai chiedere direttamente all’INPS. Il tuo diritto alla Naspi non viene pregiudicato dal tuo rifiuto di accettare una proposta di proroga. La proposta di proroga è, a tutti gli effetti, un’offerta per un nuovo contratto di lavoro (o per un prolungamento del vecchio). Il tuo rifiuto avviene in un momento successivo alla cessazione del rapporto precedente; non ti stai dimettendo da un rapporto di lavoro in essere ma semplicemente rifiutando una nuova proposta contrattuale. La legge, bada bene, non ti obbliga ad accettare la nuova proposta   per poter beneficiare di un diritto che hai già maturato con la fine del rapporto precedente.


Per completezza ricordiamo che stesso ragionamento vale anche per chi ha in corso un contratto in somministrazione a termine che, per le sue ragioni, non vuole proseguire


Da dove nasce il dubbio e/o l’equivoco? È fondamentale, succede spesso, non confondere questa situazione con un’altra, completamente diversa, che è quella che genera il dubbio. La legge prevede che un lavoratore che sta già percependo l’indennità di disoccupazione Naspi possa perdere il beneficio se rifiuta, senza un giustificato motivo, un’offerta di lavoro congrua che gli viene proposta dal centro per l’impiego. Si tratta di una regola pensata per incentivare la ricollocazione dei disoccupati e per sanzionare chi, pur ricevendo un sussidio, non si attiva per cercare un nuovo lavoro. La situazione di Rosario, però, è diversa: Lui rifiuta una proposta di proroga prima ancora di aver richiesto la Naspi e ciò … è un suo diritto 



Conoscere i propri diritti è importante ma, ancora di più, è esercitarli nel modo corretto. I dirigenti di Azione Sindacale Udine garantiscono ai propri iscritti una tutela gratuita, qualificata e tempi di attesa che non superano, nella peggiore delle ipotesi, le 48 ore. 


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