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Contenzioso


Rimborsi spese gonfiati? Niente licenziamento se non c’è dolo e l’azienda controlla dopo: Cassazione docet
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 23189/2025) introduce un principio che rivoluziona la gestione dei rimborsi spese e delle sanzioni disciplinari in azienda: se i controlli sono programmati ex post, i rimborsi spese gonfiati di un dipendente non costituisce frode e non giustifica il licenziamento. Detto diversamente: Se il controllo della richiesta di rimborso è successivo, si deve accettare che l’errore
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4 set 2025Tempo di lettura: 2 min


I limiti all’utilizzo di investigatori privati nel controllo dei lavoratori. Tutela del patrimonio e dignità del dipendente
L'equilibrio tra le prerogative datoriali e i diritti del lavoratore costituisce una delle principali tensioni del diritto del lavoro contemporaneo, soprattutto in relazione all’utilizzo di strumenti di controllo. In tale cornice si colloca il dibattito, sempre attuale, sulla legittimità dell’impiego di investigatori privati da parte delle aziende per accertare comportamenti illeciti dei dipendenti.
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1 set 2025Tempo di lettura: 4 min


La conciliazione monocratica: strumento ispettivo di gestione dei conflitti nel lavoro subordinato
Nell’articolo che abbiamo, intitolato: “ Stipendio in ritardo o non pagato? Ecco cosa può (e deve) fare il lavoratore per tutelarsi....
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28 ago 2025Tempo di lettura: 3 min


Stipendio in ritardo o non pagato? Ecco cosa può (e deve) fare il lavoratore per tutelarsi". Impara a difenderti
Stipendio in ritardo o non pagato. Il ritardo reiterato o il mancato pagamento della retribuzione integra un grave inadempimento contrattuale e l’ordinamento mette a disposizione dei lavoratori diversi rimedi per esigere l’osservanza del diritto.
Il primo e più banale è il “Sollecito di pagamento”. Serve a dimostrare la buona fede del lavoratore e consiste nell’invio di un sollecito formale – tramite PEC o raccomandata A/R Se il datore di lavoro non risponde o non paga, il
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28 ago 2025Tempo di lettura: 3 min


Quali prove fanno vincere una causa? La guida essenziale su onere della prova e valore probatorio
L’onere della prova (art. 2697 c.c.)🡪 La parte che intende far valere un diritto in giudizio ha il compito di provare i fatti che costituiscono il fondamento della sua pretesa e chi contesta l’altrui pretesa deve provare i fatti che impediscono, modificano o estinguono il diritto affermato dall’altra parte
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26 ago 2025Tempo di lettura: 4 min


Contestazione disciplinare in ritardo? Così si compromette il diritto di difesa del lavoratore
Nel mondo del lavoro, il rispetto dei tempi nella procedura disciplinare è fondamentale. Una contestazione disciplinare in ritardo può rendere inefficace la difesa del dipendente e far cadere le sanzioni.
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12 ago 2025Tempo di lettura: 4 min


Chiamare “gallina” una collega con disabilità è giusta causa di licenziamento, a maggior ragione se fatto di fronte ai clienti.
L’insulto discriminatorio, un’offesa che colpisce la persona e l’azienda. La Corte ha valutato la condotta del lavoratore in causa non come una semplice “parolaccia” detta in un momento di nervosismo ad una collega, peraltro anche disabile (“Sei una gallina”) ma come un atto complesso con una duplice valenza negativa, un’offesa che non colpisce solo la professionalità, ma anche la dignità stessa della persona, configurando un atto di discriminazione intollerabile in qualsia
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22 lug 2025Tempo di lettura: 3 min


Il principio di immediatezza. I termini scivolosi dentro i quali si muove una contestazione disciplinare
Quali sono i termini che deve rispettare il datore per inviare una contestazione disciplinare al dipendente? Ebbene, cara Loredana, la questione va valutata caso per caso. La giurisprudenza di merito si limita a ricordarci solo che la contestazione deve essere tempestiva, ma il concetto di “tempestività” è flessibile più di quanto si possa pensare e questo si giustifica per conciliare i diritti del lavoratore con le esigenze di accertamento del datore di lavoro.
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21 lug 2025Tempo di lettura: 4 min


Provvedimenti disciplinari
Il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l’addebito e senza averlo sentito a sua difesa (art. 7, Legge n. 300/1970).
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9 lug 2025Tempo di lettura: 6 min
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