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Infortunio sul lavoro? Ecco perché, caro Alberto, oggi è l’azienda a dover provare di non aver sbagliato
Rispondiamo ad Alberto, che ci ha scritto una lunga lettera chiedendoci di approfondire il tema oggetto di questa breve riflessione. La questione della ripartizione dell’onere della prova, nei casi di infortunio sul lavoro, ha visto negli anni un’importante evoluzione giurisprudenziale.
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Licenziamento illegittimo. Il patto di prova è nullo se il contratto non specifica le mansioni oggetto di valutazione
Il patto di prova rappresenta uno strumento centrale nella fase genetica del rapporto di lavoro subordinato: consente al datore di verificare le capacità professionali del lavoratore e, specularmente, a quest’ultimo di valutare la rispondenza delle mansioni alle proprie aspettative. Tuttavia, proprio perché incide su un diritto fondamentale quale la stabilità del rapporto, il legislatore e la giurisprudenza ne hanno da tempo circoscritto rigorosamente i presupposti. Licenziam
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Le dimissioni di fatto e il termine di riferimento: il Tribunale di Milano chiarisce la gerarchia tra norma legale e contrattuale
In tema di dimissioni di fatto ai sensi dell’art. 26, comma 7-bis, del D.lgs. 26 marzo 2001 2015, n. 151, il termine di riferimento per la valutazione dell’assenza ingiustificata rilevante ai fini della cessazione del rapporto è quello previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile. Il termine legale di quindici giorni trova applicazione soltanto in via residuale, in mancanza di una specifica disciplina contrattuale. Il fatto . Un datore di lavoro aveva pro
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Sindacalismo autonomo e la trattenuta sindacale. L’azienda non può discriminare o pregiudicare l’attività sindacale
l cuore giuridico dell’ordinanza risiede nella qualificazione dell’atto con cui il lavoratore dispone la trattenuta sindacale come una cessione del credito, ai sensi degli articoli 1260 e ss. del Codice Civile. Secondo la dottrina prevalente, la cessione del credito è un negozio unilaterale recettizio, il cui perfezionamento richiede: L’accordo tra il cedente (il lavoratore) e il cessionario (il sindacato);
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Diffamazione e calunnia sono due reati distinti a tutela di beni giuridici molto diversi
Nel linguaggio comune, “diffamazione” e “calunnia” vengono spesso confusi come sinonimi di accusa falsa o insulto grave. In realtà, dal punto di vista giuridico, si tratta di due figure di reato profondamente differenti, che tutelano beni giuridici diversi e che il legislatore punisce con pene di ben diversa severità. La distinzione non è meramente terminologica, ma sostanziale: mentre la diffamazione tutela l’onore individuale, la calunnia difende il corretto funzionamento d
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Diritto di sciopero anche senza il sindacato.
Con la sentenza n. 11347 del 29 aprile 2025, la Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha enunciato un principio destinato a incidere profondamente sulla configurazione dei rapporti collettivi e sull’esercizio del diritto di sciopero nel settore privato: «L’astensione dal lavoro collettivamente organizzata dai lavoratori per la tutela di interessi comuni costituisce esercizio legittimo del diritto di sciopero ex art. 40 Cost., anche in assenza di una proclamazione forma
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Dal diritto alla riscossione: come gestire il mancato pagamento del TFR in sede stragiudiziale e giudiziale
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) rappresenta uno degli istituti più importanti del nostro ordinamento in materia di lavoro. È una parte della retribuzione che il lavoratore matura nel corso del rapporto e che diventa esigibile solo al momento della cessazione. Quando il datore di lavoro non provvede al pagamento, si configura una grave violazione contrattuale, che richiede un intervento tempestivo e ben strutturato
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Imposizione della lingua barbara nelle negoziazioni del CAE e condotta antisindacale (Cass. 31/10/2025, n. 28790)
La questione riguarda la condotta antisindacale posta in essere da una società multinazionale operante nel settore cartario, che aveva imposto che le riunioni della Delegazione Speciale di Negoziazione (DSN) — l’organo previsto dalla direttiva 2009/38/CE per la costituzione dei Comitati Aziendali Europei (CAE) — si svolgessero esclusivamente in lingua inglese, senza fornire
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Oltre i 24 mesi scatta il tempo indeterminato. La Cassazione chiude le porte all’abuso del contratto di somministrazione
Il contratto di somministrazione di lavoro è disciplinato dal D.lgs. n. 81/2015, che regola i rapporti di lavoro “atipici”. Si tratta di una triangolazione contrattuale che coinvolge tre soggetti: Agenzia di somministrazione (datore di lavoro formale); Lavoratore somministrato (che presta effettivamente la propria attività); Impresa utilizzatrice (che beneficia della prestazione del lavoratore). Il rapporto giuridico si articola in due contratti distinti: un contratto di somm
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Trasferimento del lavoratore e risarcimento delle spese per l’uso del mezzo privato. Onere probatorio. Novità
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 18903 del 10 luglio 2025, ha affermato un principio di rilievo sistemico in materia di trasferimento del lavoratore e di riparto dell’onere probatorio in caso di domanda risarcitoria per i maggiori oneri connessi al tragitto casa–lavoro. La Suprema Corte ha infatti stabilito che, qualora il dipendente
alleghi che il trasferimento disposto dal datore abbia reso oggettivamente più gravoso il percorso verso la nuova sede, al punto
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29 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


2) Solo i sindacati che hanno firmato un contratto collettivo nazionale o aziendale applicato in quell’azienda possono costituire una RSA.
La rappresentatività sindacale come criterio di legittimazione delle RSA: la svolta della Corte Costituzionale. Giovanni, un dirigente sindacale che segue la nostra rassegna, ci chiede: “Se una organizzazione sindacale, pur non essendo rappresentativa a
livello nazionale lo è a livello aziendale, puo’ costituire una rsa anche se non ha partecipato alle trattative e non ha firmato, ancora, alcun contratto (nazionale o di secondo livello)?
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29 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


1) Solo i sindacati che hanno firmato un contratto collettivo nazionale o aziendale applicato in quell’azienda possono costituire una RSA.
Solo i sindacati che hanno firmato un contratto collettivo nazionale o aziendale applicato in quell’azienda possono costituire una RSA
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29 dic 2025Tempo di lettura: 4 min


Quando la salute del lavoratore incide sulla tipologia del lavoro. Cosa deve e cosa non deve fare il datore di lavoro
Un infortunio, una malattia o il progressivo manifestarsi di una patologia possono incidere in modo determinante sulla salute del lavoratore e della sua capacità lavorativa di una persona, modificandone le possibilità di svolgimento della mansione originaria. In tali circostanze, la conservazione del posto di lavoro diventa un tema centrale, tanto per il lavoratore quanto per l’organizzazione aziendale.
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29 dic 2025Tempo di lettura: 6 min


Legittimità degli accordi ex art. 4 L. 300/1970 in imprese fino a 15 dipendenti e validità delle RSA costituite convenzionalmente.
Viene richiesto di esprimere un parere pro veritate circa la possibilità, per imprese non agricole che occupano fino a 15 dipendenti, di stipulare accordi in materia di installazione di impianti di controllo a distanza ai sensi dell’art. 4 L. 300/1970 con rappresentanze sindacali aziendali (RSA)
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29 dic 2025Tempo di lettura: 5 min


Tribunale di Napoli: sette mesi di superlavoro bastano per il risarcimento del danno da usura psico-fisica
Una recente sentenza del Tribunale di Napoli (n. 4811 del 16 giugno 2025) segna un punto di svolta nel diritto del lavoro italiano: anche un periodo relativamente breve di iperlavoro può integrare un danno risarcibile per usura psico-fisica, in violazione dell’art. 2087 c.c. e dei principi costituzionali di tutela della salute e della dignità del lavoratore.
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24 dic 2025Tempo di lettura: 5 min


Permessi malati oncologici e cronici dal 2026: quadro normativo, operatività e implicazioni giuridiche
Congedo non retribuito fino a 24 mesi con conservazione del posto di lavoro; Permessi retribuiti aggiuntivi – 10 ore l’anno – per visite ed esami medici frequenti, a decorrere dal 1° gennaio 2026. La ratio della legge è duplice: garantire sia la conservazione del posto di lavoro in condizioni di fragilità sanitaria, sia la continuità del reddito quando il lavoratore si deve assentare per effettuare prestazioni sanitarie.
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24 dic 2025Tempo di lettura: 4 min


Per il sindacato sapere quanti lavoratori compongono l’organico aziendale o l’unità produttiva è un dato importante
Determinare con precisione il numero dei lavoratori presenti in azienda (organico complessivo) o nell’unità produttiva (in ogni momento) non è soltanto un adempimento legale: rappresenta un vero e proprio fattore strategico di gestione aziendale. Molti obblighi, tutele, incentivi e margini di flessibilità previsti dall’ordinamento dipendono infatti dalla dimensione occupazionale dell’impresa.
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23 dic 2025Tempo di lettura: 10 min


Trasferimento illegittimo e mancata retribuzione. La Corte di Cassazione rafforza la tutela del lavoratore inadempiente”
Con l’ordinanza n. 21965 del 30 luglio 2025, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha emesso un importante arresto in tema di eccezione di inadempimento (art. 1460 c.c.) in ambito di rapporto di lavoro subordinato. Il fatto di causa riguarda una lavoratrice inquadrata ad un certo livello contrattuale, collocata in cassa integrazione, che, al termine di tale periodo, viene trasferita in un’altra sede (e non nella precedente) e assegnata a mansioni inferiori al suo livell
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23 dic 2025Tempo di lettura: 6 min


Criticare il superiore: tra libertà di espressione e diffamazione. Profili giuridici e orientamenti giurisprudenziali
In tema di "criticare il superiore" il lavoratore può dissentire, ma non diffamare. Il superamento di tale confine può comportare non solo conseguenze disciplinari, fino al licenziamento per giusta causa, ma anche responsabilità penale ex art. 595 c.p.
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18 dic 2025Tempo di lettura: 6 min


Il licenziamento del lavoratore con disabilità durante il periodo di prova: La tutela antidiscriminatoria
Attenzione, però, quando il lavoratore si trovi in condizione di disabilità, l’autonomia datoriale incontra limiti stringenti derivanti dalle norme nazionali e sovranazionali di tutela contro le discriminazioni, in particolare: Art. 3 e 4 Cost., che impongono il principio di uguaglianza sostanziale e l’obbligo di rimuovere gli ostacoli che limitano la partecipazione dei disabili alla vita lavorativa;
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17 dic 2025Tempo di lettura: 4 min
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